Tolstoj a Jàsnaja Poljàna

Foto: Pubblico dominio

Lo scrittore russo Isaak Babel' disse una volta che «se il mondo potesse scrivere, scriverebbe come Tolstoj». Questo è solo uno dei molteplici riconoscimenti al genio dell’autore di Guerra e pace (1869) o Anna Karenina (1877), le cui vaste opere offrirono un fedele ritratto della realtà e, di conseguenza, una sua critica. Nato il 9 settembre 1828 in una famiglia aristocratica russa residente a Jàsnaja Poljàna, dopo aver vissuto una gioventù dissoluta e aver partecipato alla guerra di Crimea (1853-1856) arrivò un momento nella vita di Lev Tolstoj in cui questi prese coscienza del proprio privilegio e delle pessime condizioni dei servitori e contadini della sua famiglia, che s’incaricò di cambiare. Giunse al punto di abbandonare la propria casa per vivere con loro, e fondò una scuola per educare i figli dei lavoratori, in cui s’insegnava con un metodo pedagogico particolare, che mirava a rispettare i desideri degli alunni e a istruirli nel rispetto di sé e dei propri simili. Lo si vede al centro di quest’immagine risalente al gennaio 1910, il giorno dell’inaugurazione della biblioteca di Savel'ev a Jàsnaja Poljàna, uno dei tanti centri che contribuì a creare.

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