La prima autostrada

Foto: Pubblico dominio

Nel 1923 sulle strade italiane circolavano 57mila automobili (oggi sono circa 40 milioni). Per l’imprenditore Piero Puricelli era un quantitativo sufficiente per dare inizio a un progetto altamente innovativo: una “via per sole automobili”, riservata al traffico veloce, senza incroci, pendenze o curve eccessive, e che per questa sua peculiarità richiedeva un pedaggio. Il primo tratto, realizzato in soli quindici mesi tra Milano e Varese, fu inaugurato il 21 settembre 1924 a Lainate da una Lancia Trikappa guidata dal re Vittorio Emanuele III (fotografata nell’immagine sopra queste righe). Era appena nata la prima autostrada d’Italia. Si trattava di una strada a una sola corsia per senso di marcia, aperta dalle sei di mattina all’una di notte, il cui pedaggio si pagava nell’area di servizio e sosta, che era obbligatoria. I calcoli iniziali avevano previsto un transito giornaliero di circa mille automobili; la cifra fu raddoppiata nel 1938. Se “l’autostrada dei Laghi” (che dal 1925 raggiunse anche Como, Gallarate e Sesto Calende) fu preceduta da due autopiste statunitensi e da una tedesca, costruite a scopo ricreativo per gare automobilistiche, fu però la prima al mondo ad assumere il moderno concetto di autostrada, ovvero di una via che unisse due o più destinazioni nel modo più rapido possibile.

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