Lettere dalla trincea

Foto: AP

Con lo scoppio della Prima guerra mondiale e senza alcun paragone possibile con i conflitti precedenti, le potenze coinvolte non immaginavano che quello scontro potesse trasformarsi nell'evento funesto e mortale che tutti conosciamo. Lo sviluppo di armi moderne aveva reso obsoleta la cavalleria e cambiato i piani d'attacco. Poiché un'arma automatica azionata da due o tre soldati poteva ucciderne centinaia, cambiarono anche le strategie difensive. Fu così che apparvero le trincee, nelle quali grandi gruppi di soldati potevano proteggersi e resistere agli attacchi nemici. Questi buchi scavati nella terra e rinforzati in modo da non crollare divennero di conseguenza anche il luogo in cui i soldati trascorrevano la maggior parte del tempo, una specie di casa le cui condizioni di vita erano terribili. Nei brevi momenti di tranquillità, molti soldati coglievano l'occasione per scrivere lettere ai propri cari, così come l'uomo che appare nell'immagine sopra queste righe scattata nel marzo 1918, pochi mesi dopo la fine della Grande Guerra. Si tratta di una foto reale che è stata manipolata a posteriori.

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