Scoperto un ricco mosaico vicino al Foro romano

Una lussuosa residenza, forse appartenuta a un ricco senatore, è emersa recentemente dagli scavi presso il Foro romano. In una delle sale di rappresentanza è emerso uno spettacolare mosaico su cui sono raffigurate scene che potrebbero riferirsi al padrone di questa opulenta dimora

La Città Eterna continua a svelare nuovi segreti. Nell'ambito di un progetto di studio e ricerca in corso nel Parco archeologico del Colosseo, un'équipe di archeologi ha portato alla luce alcuni ambienti di una lussuosa domus (casa) di epoca tardo-repubblicana (168-27 a.C.), in un'area compresa tra il Foro romano e le pendici del Palatino, di cui erano già state scavate alcune strutture nel 2018.

In un comunicatoil Ministero dei beni culturali ha sottolineato l'importanza del ritrovamento, soprattutto per la sua singolare decorazione murale. La casa era infatti decorata con uno straordinario rivestimento musivo chiamato "rustico" che, per la complessità delle scene raffigurate e per il periodo in cui è stato realizzato (gli ultimi decenni del II secolo a.C.), non ha eguali.

Il mosaico rinvenuto nello specus aestivus, una sala per banchetti che imitava una grotta, in una domus romana nei pressi del Foro romano

Il mosaico rinvenuto nello specus aestivus, una sala per banchetti che imitava una grotta, in una domus romana nei pressi del Foro romano

Foto: Ministero dei Beni culturali

Una dimora di lusso

La domus si trova dietro gli Horrea Agrippiana, i famosi magazzini fatti costruire dal genero di Augusto, Marco Vipsanio Agrippa, che si estendevano lungo il vicus Tuscus, la via commerciale che collegava il porto fluviale del Tevere e il Foro romano. Secondo gli archeologi, questa lussuosa dimora, distribuita su più piani e probabilmente suddivisa in terrazze, ebbe almeno tre fasi costruttive, databili tra la seconda metà del II secolo a.C. e la fine del I secolo a.C. 

La domus si trova dietro gli Horrea Agrippiana, i famosi magazzini fatti costruire dal genero di Augusto, Marco Vipsanio Agrippa

L'area principale della domus, distribuita intorno all'atrio, è il cosiddetto specus aestivus, una sala per banchetti che veniva utilizzata durante le calde giornate estive e che imitava una grotta (specus). In questo spazio si svolgevano spettacolari giochi d'acqua grazie al passaggio di tubi di piombo integrati nelle pareti decorate. 

Proprio su queste pareti è esposto lo spettacolare mosaico, composto da una sequenza di quattro scene figurative delimitate da lesene (colonne a base quadrangolare) su cui sono raffigurati vasi da cui fuoriescono boccioli di loto e foglie di vite, cataste di armi con trombe di tipo celtico (carnyx) e prue di navi con tridenti e timoni. La composizione, unica nel suo genere, è costituita da diversi tipi di conchiglie, piastrelle blu egizio, vetri preziosi, minuscole scaglie di marmo bianco, tartari o frammenti di travertino spugnoso e cretoni di pozzolana (pietra vulcanica) legati insieme da malta.

Il mosaico è stato realizzato con materiali di lusso come travertino, piastrelle egizie e vetri preziosi

Il mosaico è stato realizzato con materiali di lusso come travertino, piastrelle egizie e vetri preziosi

Foto: Ministero dei Beni culturali

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L'aristocrazia romana

La grande lunetta superiore del mosaico mostra anche una slpendida rappresentazione di un paesaggio con una città al centro e una scogliera a picco sul mare, solcato da tre grandi navi, di cui una a vele spiegate. Secondo i ricercatori, l'immagine allude forse a «un duplice trionfo, terrestre e navale, del proprietario della domus [...], un personaggio aristocratico, presumibilmente di rango senatorio».

In un'altra delle sale di rappresentanza della casa, gli archeologi hanno anche scoperto un rivestimento in stucco bianco raffigurante finte architetture e varie figure, eseguite con grande maestria.

La grande lunetta superiore del mosaico mostra una splendida rappresentazione di un paesaggio con una città al centro e una scogliera a picco sul mare

Per la direttrice del Parco archeologico del Colosseo, Alfonsina Russo, «si tratta di un importante risultato che ripaga un lungo lavoro di studio e di ricerca». Per il ministro dei Beni culturali, Gennaro Sangiuliano, «la scoperta di una nuova domus con un ambiente decorato da un mosaico davvero straordinario rappresenta un risultato importante che [...] ha poi un importante valore scientifico che rende la domus ancor più rilevante».

Per realizzare il mosaico furono utilizzate anche delle conchiglie, come mostra l'immagine

Per realizzare il mosaico furono utilizzate anche delle conchiglie, come mostra l'immagine

Foto: Ministero dei Beni culturali

I lavori di scavo sul sito proseguiranno fino all'inizio del 2024, dopodiché saranno effettuati interventi di manutenzione e conservazione affinché questo luogo «tra i più suggestivi di Roma antica», come è stato definito, possa essere visitato dal pubblico e aggiungere così un'ulteriore attrazione alle tante che la Città Eterna già offre.

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