Ritrovato un galeone rinascimentale nelle acque di Camogli

Lo scorso febbraio due sommozzatori professionisti hanno notato qualcosa di insolito sui fondali della zona di Porto Pidocchio: sembra che si tratti dei resti della Santo Spirito, un galeone affondato nel 1579

Qualche giorno fa la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per la città metropolitana di Genova e le province di Imperia, La Spezia e Savona ha annunciato la scoperta dei resti di una grande imbarcazione rinascimentale nei fondali della costa ligure. Il ritrovamento risale allo scorso febbraio, e secondo le prime ipotesi si tratterebbe del Santo Spirito, uno dei più grandi galeoni italiani, naufragato al largo di Camogli nel 1579.

Due sommozzatori professionisti, Gabriele Succi ed Edoardo Sbaraini, stavano realizzando un'immersione a una profondità di 50 metri nella zona di Porto Pidocchio, nell'Area Marina Protetta di Portofino. I due sub, titolari della Rasta Divers – ditta di lavori subacquei – avevano già realizzato un'importante scoperta di relitti romani nel 2018 sui fondali del promontorio di Portofino. Lo scorso febbraio, durante un'immersione, hanno notato una serie di elementi lignei parzialmente sepolti sotto la sabbia e, consci della possibile rilevanza della scoperta, hanno tempestivamente avvisato la soprintendenza.

Immediatamente sono partite le operazioni di ricognizione da parte della soprintendenza, i carabinieri subacquei e i due scopritori, che hanno partecipato attivamente anche in questa seconda fase. Il ritrovamento, il primo di un'imbarcazione di questo genere in Italia, è molto importante perché la nave potrebbe nascondere oggetti di diverso tipo, da sestanti a pezzi d'artiglieria, monete e ceramiche. Gli studi, ancora in corso, in questo momento si basano sulla datazione del vascello e sulle caratteristiche, elementi fondamentali per procedere all'identificazione.

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Il galeone Santo Spirito

Sebbene non sia ancora stato confermato che si tratti effettivamente della Santo Spirito, quest'ipotesi è piuttosto plausibile. È proprio in quelle acque, e precisamente a Punta Chiappa, che nel 1579 la nave Santo Spirito e Santa Maria di Loreto, meglio conosciuta come Iveglia – questo il cognome del suo comandante –, si inabissò, portando con sé il suo carico.

Gli abitanti di Camogli furono testimoni di come la tempesta e la forza dei flutti spinse la nave verso gli scogli. Gli urti danneggiarono irreparabilmente lo scafo e il vascello iniziò ad imbarcare acqua, fino a quando non sparì negli abissi. Secondo alcune leggende tramandate nel corso dei secoli, parte dell'equipaggio riuscì a raggiungere la costa e fu messo in salvo dalla gente del luogo. Invece la nave, e tutto ciò che trasportava, non fu mai trovata, nonostante agli inizi degli anni '70 del secolo scorso siano stati avviati diversi programmi di ricerca.

Ora, dopo oltre quattro secoli, forse la Santo Spirito riemergerà dalle acque che l'hanno custodita.

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