Nel Neolitico anche le donne erano cacciatrici

Una nuova scoperta archeologica contraddice l'ipotesi secondo la quale la caccia nella Preistoria veniva praticata esclusivamente dagli uomini

Per decenni storici e scientifici sono stati d'accordo nel credere che la divisione sessuale del lavoro fosse normale nell'organizzazione delle prime società umane: mentre gli uomini si occupavano della caccia, le donne erano responsabili, tra le altre cose, dell'accudire i più piccoli. Ma la scoperta della sepoltura di una cacciatrice vissuta 9000 anni fa nelle Ande dell'America del Sud racconta una storia diversa.

La scoperta è raccontata in uno studio diretto dall'Università di California in Davis (UC Davis) ed è stato pubblicato questa settimana sulla rivista Science Advances con il titolo "Female Hunters of the Early Americas".

Rappresentazione artistica della cacciatrice del giacimento di Wilamaya Patjxa

Rappresentazione artistica della cacciatrice del giacimento di Wilamaya Patjxa

Foto: Matthew Verdolivo / UC Davis/ IET Academic Technology Services

I resti, datati intorno a 9000 anni fa, corrispondono alle ossa di una donna giovane, di età compresa tra i 17 e i 19 anni, sepolta insieme a variegato corredo di armi da caccia di animali di grossa taglia nel giacimento di Wilamaya Patjxa, nelle Ande peruviane. Tra gli utensili rinvenuti si trovano oggetti appuntiti per abbattere gli animali, un coltello e delle lamine per ritirare gli organi interni, così come strumenti per lavorare le pelli. «Gli oggetti che accompagnano le persone nella morte tendono ad essere quelli che li accompagnarono in vita», spiegano i ricercatori, che hanno determinato, basandosi sulla supposizione dell'osteologista del team James Watson, dell'Università di Arizona, che i resti in esame probabilmente appartenevano a una donna.

L'iniziale intuizione del dottor Watson è stata in seguito confermata dall'analisi delle proteine dentali realizzata dai ricercatori dellUC Devis Tammy Buonasera e Glendon Parker.

Grotta delle mani. Situata nella Patagonia argentina, ospita sulle sue pareti pitture realizzate tra 9.300 e 1.300 anni fa. Gli animali che vi compaiono sono guanachi, cacciati dalle popolazioni locali.

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Donne cacciatrici: regola o eccezione?

La sorprendente scoperta, considerando inoltre che è stata realizzata in quello che è considerato il giacimento di cacciatori più antico del continente americano, ha portato gli studiosi a chiedersi se la donna di Wilamaya potesse rappresentare un gruppo più ampio di cacciatrici o se semplicemente era l'eccezione che conferma la regola degli uomi cacciatori. Così, osservando i registri pubblicati in relazione a diversi giacimenti della fine del Tardo Pleistocene (circa 13.000 anni fa) e dell'inizio dell'Olocene (circa 8000 anni fa) in America del Nord e del Sud, hanno identificato 429 individui di 107 sepolture differenti.

Si crede che circa un terzo dei cacciatori vissuti tra i 13.000 e gli 8.000 anni fa nel continente americano potessero essere donne

Tra questi, i ricercatori hanno rinvenuto i resti di 27 corpi sepolti insieme a strumenti per la caccia di animali di grossa taglia: 11 donne e 16 uomini. «Questo dato è sufficiente per concludere che la partecipazione femminile alla caccia di animali di grossa taglia non era qualcosa di sporadico», spiegano gli autori dello studio. «È ormai chiaro che la divisione sessuale del lavoro fu profondamente differente, e probabilmente più equa, nel passato di cacciatori-raccoglitori della nostra specie», aggiunge a titolo personale il professore di antropologia dell'UC Davis Randy Haas, uno degli autori dello studio.

Corredo di strumenti della cacciatrice del giacimento di Wilamaya Patjxa

Corredo di strumenti della cacciatrice del giacimento di Wilamaya Patjxa

Foto: Randy Haas / UC Davis

Una divisione del lavoro tardiva

L'analisi statistica dimostra che tra il 30 e il 50 percento dei cacciatori di queste popolazioni erano donne. Eppure questi livelli di partecipazione nella caccia contrastano molto con le conclusioni alle quali si è giunti dopo l'analisi dei giacimenti di cacciatori-raccoglitori più recenti e delle prime società agricole, dove la caccia, nella quale sono chiari i bassi livelli di partecipazione femminile, fu un'attività eminentemente maschile: «Per essere esatti, la partecipazione delle donne in questi casi era inferiore al 30%», spiega Haas.

Anche se questo studio risponde a una vecchia domanda sulla divisione sessuale del lavoro nelle società umane primitive, genera anche nuovi quesiti. Il team ora desidera comprendere quando e come si produsse questa divisione sessuale del lavoro, quali furono le sue conseguenze in diversi momenti e luoghi e come cambiarono le differenti popolazioni di cacciatori-raccoglitori nel continente americano.

Per confezionare gli indumenti i 'sapiens' usavano aghi in osso, avorio o corno, che comparvero durante il Solutreano, circa 22mila anni fa. Ricostruzione dell’abbigliamento nel Magdaleniano, circa 15mila anni fa

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