Maria de' Medici, una toscana sul trono di Francia

Usata come merce da scambio nell'ambito di trattative matrimoniali convenienti, cercò d'imporsi a corte negli anni della reggenza del figlio e dopo la sua maggior età

Maria de' Medici ritratta da Pieter Paul Rubens nel 1622/25

Maria de' Medici ritratta da Pieter Paul Rubens nel 1622/25

Foto: Pubblico dominio

Relegate in passato al ruolo di merce di scambio per contrarre alleanze matrimoniali convenienti, le donne di elevata classe sociale raramente riuscivano ad emergere nella politica, specie in quella internazionale. E quando succedeva, venivano osteggiate in ogni modo da detrattori pronti a non perdonare i loro errori. Questo è quel che capitò a Maria de' Medici, che ancora la storiografia ottocentesca continuò a dipingere come madre snaturata e donna gelosa e lussuriosa.

Matrimonio d'interesse

Maria de' Medici nacque a Firenze il 26 aprile del 1573. Suo padre era Francesco I de' Medici, granduca di Toscana, e sua madre Giovanna d'Austria, figlia dell'imperatore Ferdinando I d'Asburgo. La sua non fu un'infanzia serena. La sua nascita venne infatti accolta con delusione, dal momento che si sperava in un erede maschio. Inoltre la madre morì di parto quando lei era ancora piccola, e la bambina crebbe con quella che a corte veniva additata come “l'amante” del padre, Bianca Capello, donna chiacchierata per la sua vita ribelle e che Francesco, restato vedovo, sposò. Maria ricevette un'educazione di altissimo livello, e da subito dimostrò una particolare propensione per le arti, pittura e oreficeria in primis.

Maria de' Medici bambina

Maria de' Medici bambina

Foto: Pubblico dominio

Nel 1587 Bianca e Francesco morirono entrambi, dopo un'agonia durata undici giorni. C'è chi parla di malaria e chi sostiene (tesi maggiormente accreditata) che si trattò di un avvelenamento perpetrato dal fratello di lui, il cardinal Ferdinando, che avrebbe così ereditato il granducato. Ancora oggi gli studiosi non sono stati in grado di sciogliere l'enigma. In ogni caso Ferdinando rinunciò prontamente alla tonaca e s'insediò a palazzo al posto di Francesco. Ormai Maria aveva quattordici anni e per l'epoca era in età da marito. Per questo Ferdinando cominciò a occuparsi del suo avvenire vagliando diverse possibilità. Sapeva di poter puntare in alto con questo matrimonio, e per questo ragionò a lungo. Alla fine si presentò una possibilità particolarmente conveniente: un matrimonio con Enrico IV di Francia, ancora legalmente sposato con Margherita di Valois, ma in procinto di sciogliere il vincolo. Il re aveva un'amante ufficiale, Gabrielle d'Estrées, che gli aveva dato tre figli e alla quale aveva fatto incaute promesse di nozze, ma questa morì nel 1599. A questo punto, Enrico era un uomo libero. Pronto per convolare nuovamente a nozze.

L'arrivo in Francia

Il matrimonio fra Maria ed Enrico avvene il 25 aprile del 1600, per procura. Lei festeggiò le nozze con un lussuoso ricevimento a palazzo Vecchio. Questa unione risultava particolarmente favorevole al granduca, che avrebbe così riequilibrato le alleanze internazionali, in quel momento a favore dell'alleanza ispano-asburgica. Dall'altro lato, l'unione gli avrebbe dato la spinta per recuperare ingenti somme di denaro prestate alla Francia. Inoltre le potenti famiglie toscane che avevano raggiunto la Francia all'epoca di Caterina de' Medici caldeggiavano il progetto matrimoniale.

Maria giunse a Marsiglia nel novembre del 1600. Ad accoglierla al porto non c'era lo sposo, ma i tafferugli scoppiati fra i marinai e la popolazione locale. Il matrimonio fu nuovamente celebrato in presenza solo a dicembre, a Lione. Maria giunse infine a Parigi nel febbraio del 1601. La sua impressione della reggia del Louvre fu decisamente sfavorevole, in quanto il luogo era trascurato e non rispondeva allo sfarzo della corte cui era abituata.

Ben presto cominciò a occuparsi della gestione delle pubbliche relazioni e delle cerimonie, ma anche di spettacoli teatrali e balletti, introducendo così in Francia la cultura fiorentina e le arti minori fra cui l’oreficeria, di cui era appassionata.

I rapporti col marito non furono dei migliori, dal momento che Enrico persisteva nell’infedeltà dando spazio all’amante ufficiale, Henriette d’Etrangues, la quale le era apertamente ostile in quanto sperava d’imporre i suoi figli nella linea di successione reale. Ciononostante, Maria rimase presto incinta e il 27 settembre 1601 partorì un maschio, il futuro Luigi XIII, cui seguirono altri cinque figli. Nel 1604 Enrico propose incautamente di far allevare assieme i figli delle due donne, progetto che naufragò davanti alla risolutezza di Maria. In gioco non c’era l’affetto, ma il futuro del governo. Per dieci anni la Medici si destreggiò a gestire la rivalità delle amanti del re, e solo nel 1610 lui la fece incoronare. La cerimonia avvenne con rituale solenne il 12 maggio nell’abazia di Saint Denis. Solo due giorni dopo Enrico, che nel 1593 si era convertito al cattolicesimo per pacificare il Paese attraversato dalle guerre di religione, fu assassinato da un fanatico cattolico, François Ravillac.

Il cardinale di Joyeuse incorona Maria de' Medici nel 1610, Peter Paul Rubens

Il cardinale di Joyeuse incorona Maria de' Medici nel 1610, Peter Paul Rubens

Foto: Pubblico dominio

La reggenza

Alla morte del marito, Maria de’ Medici assunse la reggenza per conto del figlio, che all’epoca non aveva ancora nove anni. Il suo non fu un governo forte. Il fantasma della guerra civile minacciava costantemente il Paese, attraversato da grandi dissidi politici e religiosi che vedevano opporsi cattolici e protestanti. La sua linea tendeva a barcamenarsi alternando concessioni ad atti di forza, ma mancava una progettualità che rinsaldasse il potere. Inoltre si era circondata di consiglieri e persone di fiducia invise alla corte. In particolare il fiorentino Concino Concini e sua moglie, Leonora Dori Galigai, amica e confidente di sempre, che ottennero un potere via via crescente guadagnandosi l'astio dei francesi.

Nel 1614 fece Maria fece convocare gli Stati generali, l'assemblea che rappresentava le classi sociali e che veniva riunita in situazioni d'emergenza, ma nemmeno questo valse a favorire la solidità del suo regno. Fra i partecipanti c'era anche un giovane vescovo, Armand-Jean du Plessis de Richelieu, che lei reclutò fra i suoi uomini. Nel 1617 Luigi XIII, ormai cresciuto, decise di governare da solo: fece assassinare Concini, condannare a morte per stregoneria Galigai e allontanare la regina, che si ritirò nel castello di Blois. Anche il vescovo cadde in disgazia agli occhi del re, e quando alcuni anni dopo Maria venne riabilitata, Richelieu cambiò fazione avvicinandosi al sovrano.

La famiglia reale di Enrico IV di Francia e Maria de' Medici, di Frans Pourbus il Giovane

La famiglia reale di Enrico IV di Francia e Maria de' Medici, di Frans Pourbus il Giovane

Foto: Pubblico dominio








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Un figlio come rivale

Tornata a ricoprire un ruolo politico nel Consiglio di stato, le divergenze con l'ormai cardinale Richielieu, che non approvava la sua linea politica di riavvicinamento alla Spagna, la portarono a organizzare un complotto contro di lui col sostegno del cosiddetto Partito devoto e del figlio Gaston d'Orlèans. Tale complotto consisteva nel far saltare il progetto di alleanze antiasburgiche progettato dal cardinale, e di conseguenza la sua autorità. Questi venne però a sapere del complotto e convinse il sovrano a punire i congiurati. Maria, accusata fra l'altro di voler favorire Gaston e isolare il re, venne esiliata, mentre Richelieu restava saldo nel suo ruolo di primo ministro. Era il 1630. Dopo gli arresti domiciliari a Compiègne, la regina venne mandata a Bruxelles e visse per alcuni anni ospite nella casa dell'amico e pittore Rubens, il quale era già morto ma aveva lasciato disposizioni in tal senso. Maria morì a Colonia nel 1642, ormai sola e abbandonata da parenti e amici.


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