Madame Tussaud e il suo museo degli orrori

Nella Parigi del Terrore rivoluzionario faceva calchi di teste mozzate, ma fu in Inghilterra che raggiunse la fama con le mostre itineranti e il celeberrimo Museo delle cere

Il 12 luglio 1789, due giorni prima della presa della Bastiglia, una folla si riversò per le strade di Parigi. Sembrava una specie di corteo funebre, in cui la gente sventolava bandiere nere e brandiva i busti dei grandi eroi popolari del momento: Jacques Necker, il ministro delle finanze destituito dal governo assolutista di Luigi XVI, e il duca d’Orléans. Le teste, trafugate dal laboratorio di figure di cera del dottor Curtius, erano state realizzate da una sua giovane collaboratrice: Marie Grosholtz, che anni dopo sarebbe diventata famosa col nome di madame Tussaud, creatrice dell’omonimo Museo delle cere.

Madame Tussaud a 24 anni, nel busto scolpito da Philippe Curtius. Fotografia dei primi del XX secolo

Madame Tussaud a 24 anni, nel busto scolpito da Philippe Curtius. Fotografia dei primi del XX secolo

Foto: Elgar Collection / Bridgeman / Aci

Imparare il mestiere

Marie Grosholtz era nata a Strasburgo il primo dicembre del 1761 da Anne-Marie Walder e dal militare Joseph Grosholtz, che era morto due mesi prima, durante la Guerra dei sette anni. La maggior parte delle informazioni sulla vita della futura madame Tussaud proviene dalle memorie che lei stessa dettò a un’amica nel 1838, quando aveva quasi ottant'anni, e che furono pubblicate nel 1878. Ciononostante, la sua biografia non sempre si attiene strettamente alla realtà. La sua vanità la spinse a inventarsi origini illustri: affermava di essere nata a Berna e di aver vissuto nel palazzo di Versailles con la famiglia reale. Tra le mani di Marie la verità diventava malleabile, proprio come la cera.

Questa statua che rappresenta la Senna è situata nel parterre nord, davanti alla grandiosa facciata di Versailles progettata da Luis Le Vau. Étienne Le Hongre, 1690

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Philippe Curtius era un medico anatomista di origine tedesca residente a Berna. Modellava lui stesso i campioni di cera che utilizzava per insegnare anatomia ai futuri medici. Con il tempo aveva deciso di servirsi della stessa tecnica per realizzare ritratti di personaggi famosi. Nel 1765, dopo aver abbandonato la medicina per dedicarsi a scolpire la cera, si era trasferito a Parigi. Qui due anni più tardi erano arrivate anche Marie e sua madre. In assenza del padre, Marie era cresciuta sotto la tutela del medico, che trattava come uno zio e da cui aveva appreso le tecniche scultoree.

A Parigi Curtius aveva continuato a realizzare busti dei personaggi più popolari del momento, che risvegliavano un crescente interesse tra il pubblico. La sua prima mostra, nel 1770, aveva avuto un tale successo che nel 1776 era stata trasferita a Palais-Royal. Un anno dopo Grosholtz aveva creato la sua prima figura di cera, quella del filosofo Voltaire, cui fecero seguito altri personaggi famosi come Jean-Jacques Rousseau e Benjamin Franklin.

Ricostruzione in cera di Marie nel 1793, mentre ricava una maschera funebre da una testa mozzata. Madame Tussauds, Londra

Ricostruzione in cera di Marie nel 1793, mentre ricava una maschera funebre da una testa mozzata. Madame Tussauds, Londra

Foto: Granger / Aurimages

Nel 1782 Curtius aveva inaugurato una seconda mostra di busti di celebrità in boulevard du Temple, cui aveva aggiunto la Caverna dei grandi ladri, una galleria di criminali antesignana della camera degli orrori che madame Tussaud avrebbe creato nel suo museo.

Con lo scoppio della Rivoluzione nel 1789 le vite della giovane e del suo mentore erano in pericolo, dato che entrambi erano monarchici. Ma Curtius, da brav’uomo d’affari, sapeva che il modo migliore per sopravvivere era adeguare la sua collezione ai mutamenti dei tempi. I protagonisti della sua galleria divennero i nuovi governanti e i condannati alla ghigliottina.

Dalla ghigliottina allo studio

Nelle sue memorie Marie racconta che durante il periodo del Terrore, tra l’autunno del 1793 e la primavera del 1794, fu arrestata insieme a Giuseppina di Beauharnais, futura moglie di Napoleone. Con la testa già rasata come preludio all’esecuzione, grazie agli sforzi di Curtius e all’intercessione dell’attore e drammaturgo Collot d’Herbois – che avrebbe in seguito presieduto l’Assemblea nazionale – fu rimessa in libertà con l’incarico di realizzare i busti dei condannati alla ghigliottina.

I visitatori osservano la collezione Tussaud in Baker Street, sede del museo tra il 1835 e il 1884. Incisione di metà del XIX secolo

I visitatori osservano la collezione Tussaud in Baker Street, sede del museo tra il 1835 e il 1884. Incisione di metà del XIX secolo

Foto: Granger / Aurimages

Madame Tussaud affermava che durante il Terrore aveva rischiato la ghigliottina

Le teste mozzate, ancora sanguinanti, venivano portate nell’officina di Marie perché ne facesse immediatamente i calchi. Non è dato di sapere se gliele consegnassero o fosse lei stessa ad andarsele a prendere direttamente al patibolo, come amava raccontare. In ogni caso i macabri busti entrarono a far parte della mostra: Luigi XVI, Maria Antonietta, Jean-Paul Marat e Maximilien Robespierre, per citarne alcuni, andarono a ingrandire la collezione al ritmo marcato dalla ghigliottina.

Il 26 settembre del 1794 Curtius morì, lasciando Marie come unica erede della sua casa di Versailles e del salone espositivo di boulevard du Temple. Un anno più tardi Marie sposò l’ingegnere François Tussaud, con cui ebbe due figli, Joseph e François. Con il matrimonio si lasciò alle spalle il cognome Grosholtz per diventare madame Tussaud.

Le devastazioni della rivoluzione avevano mandato quasi completamente in rovina gli affari. L’avventura scultorea di Madame Tussaud avrebbe anche potuto terminare qui se una mattina di ottobre del 1802 l’incontro con l’artista itinerante di origine tedesca Paul Philidor non avesse cambiato il corso della sua vita.

Madame Tussaud preparò questo catalogo illustrato, con particolari biografici e disegni descrittivi dei personaggi che facevano parte della mostra

Madame Tussaud preparò questo catalogo illustrato, con particolari biografici e disegni descrittivi dei personaggi che facevano parte della mostra

Foto: Mary Evans / Age Fotostock

Una nuova vita a Londra

Philidor era un illusionista della lanterna magica, l’antenata del cinema, che permetteva di proiettare su pareti e tele delle immagini dipinte su lastre di vetro. Un pubblico avido di nuove sensazioni si lasciava terrorizzare dai fantasmi e dai diabolici spettri che sgusciavano fuori dalla lanterna di Philidor.

Questi propose a madame Tussaud di mettere insieme gli spiriti maligni e le figure di cera per dare vita insieme a uno spettacolo nel Lyceum Theatre di Londra. Marie visitò la capitale inglese nel 1802, accompagnata dal marito e dal figlio più grande, Joseph, mentre il piccolo François rimase a Parigi con la nonna. Ma ben presto si rese conto che ciò che Philidor le proponeva non le sarebbe convenuto e così decise di mettersi in proprio. Cominciò a girare in carrozza l’Inghilterra, la Scozia e l’Irlanda con la sua collezione di busti. Nel frattempo suo marito fece ritorno a Parigi. Non si sarebbero più visti.

In ogni città madame Tussaud esponeva le sue opere in lussuosi saloni presi in affitto, dove attirava la facoltosa classe media. In questo modo stava rompendo con l’immaginario che associava le figure di cera e anatomiche all’intrattenimento popolare. Quei viaggi furono redditizi: Marie poté mandare dei soldi al marito, pensando che si sarebbe occupato dell’educazione del figlio piccolo. Ma monsieur Tussaud dilapidò tutto il capitale, fino al punto che nel 1812 il figlio François fu costretto a vendere la collezione di boulevard du Temple.

John Tussaud, pronipote di Marie, all’inizio del XX secolo scolpisce il busto di Christabel Pankhurst, avvocata e suffragista britannica

John Tussaud, pronipote di Marie, all’inizio del XX secolo scolpisce il busto di Christabel Pankhurst, avvocata e suffragista britannica

Foto: Age Fotostock

Nel 1817, dopo la separazione dei genitori, François, che era diventato falegname, si recò a Londra per vedere sua madre e suo fratello. Una volta lì decise di unirsi all’impresa familiare costruendo braccia e gambe per i busti materni. La mostra prese così il nome di “Madame Tussaud e figli”.

La camera degli orrori

Nel 1835 Marie e i figli installarono la collezione familiare in Baker Street. In un’epoca in cui le esecuzioni non erano più pubbliche, la cosiddetta “camera degli orrori”, che metteva insieme la sanguinosa violenza della Rivoluzione francese con le figure di famosi assassini, attirava folle di curiosi. Tuttavia, la popolarità del museo schizzò alle stelle nel 1837, quando la giovane regina Vittoria permise che modellassero la sua figura e la vestissero con la replica esatta del suo abbigliamento del giorno dell’incoronazione.

Marie Tussaud morì durante il sonno, il 16 aprile del 1850, a ottantotto anni, e fu sepolta nella chiesa cattolica di Cadogan Street, Saint Mary. Nel 1884 suo nipote Joseph trasferì la mostra in un edificio più grande a Marylebone Road, nella zona di Westminster, dove si trova tuttora. Un incendio nel 1925 e i bombardamenti durante la Seconda guerra mondiale danneggiarono il museo. Ciononostante, si conservano ancora alcune delle sue figure originali. Al giorno d’oggi il museo è uno dei luoghi più visitati di Londra, nonché il Museo delle cere più importante del mondo, con ventiquattro sedi in Asia, Europa, America e Oceania.

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