La liberazione di Nelson Mandela: il trionfo della resistenza

L'11 febbraio 1990 Nelson Mandela fu rimesso in libertà dopo 27 anni di prigione. Fu l'inizio della fine dell'apartheid in Sudafrica, la segregazione razziale che discriminava in base al colore della pelle limitando i diritti delle persone

Dalla fine degli anni ottanta la situazione internazionale del Sudafrica era diventata sempre più insostenibile e il suo sistema di segregazione lo aveva isolato dal resto del mondo. Nel 1989 Frederik de Klerk assunse la presidenza del Paese e iniziò a esplorare la possibilità di porre fine all'apartheid, operazione che prevedeva il rilascio dei prigionieri del movimento anti-apartheid, tra cui il suo stesso leader, Nelson Mandela, che nel 1964 era stato condannato all'ergastolo per cospirazione e sabotaggio contro il governo.

Fotografia del leader sudafricano Stephen Biko scattata intorno al 1977

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Dopo ventisette anni di carcere Nelson Mandela fu rilasciato dalla prigione di Victor Verster l'11 febbraio 1990. La sua liberazione fu il primo passo verso l'inizio della fine dell'apartheid in Sudafrica. Dal 1948, per mantenere il potere, la minoranza bianca del Paese aveva costruito una rete di leggi che imponevano una dura segregazione razziale e la discriminazione della popolazione non caucasica. Il rilascio di Mandela sarebbe un grande passo verso la fine di questa ingiustizia.

Nelson Mandela all'uscita di prigione nel 1990

Nelson Mandela all'uscita di prigione nel 1990

Foto: AP

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Mandela, simbolo di uguaglianza

La sua detenzione aveva reso Mandela un simbolo della lotta per i diritti dei neri, e quando uscì di prigione migliaia di persone lo acclamarono e celebrarono. Nella foto, Mandela alza il braccio in segno di vittoria, un trionfo che era consistito nel resistere a quasi tre decenni di prigionia in condizioni durissime. Una volta libero, l'obiettivo di Madiba (come era affettuosamente conosciuto) fu quello di unire l'intero Paese e fare in modo che la rabbia e la frustrazione di decenni di discriminazione non sfociassero nella violenza e nella guerra civile tra bianchi e neri.

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Nelle elezioni del 1994, le prime a suffragio universale in Sudafrica, il suo partito ottenne una maggioranza schiacciante con oltre il 60% dei voti. Nonostante ciò, Mandela guidò un governo di unità nazionale che fece approvare la nuova costituzione sudafricana e cercò di mitigare le enormi disuguaglianze economiche e di servizi che affliggevano il Paese.

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