James Cook, il cartografo dei mari

Figlio di un contadino, James Cook dedicò la sua vita alla navigazione. Divenne un esploratore e cartografo tra i più importanti della storia

James Cook nacque il 27 ottobre 1728 (il 7 novembre secondo il calendario gregoriano) in una piccola città nel nord dell'Inghilterra chiamata Marton. Figlio di un contadino, crebbe in un angolo sperduto della Gran Bretagna. Nulla lasciava presagire che questo ragazzo sarebbe diventato uno dei più grandi esploratori della storia e avrebbe navigato praticamente in tutti gli oceani del pianeta. La sua curiosità era straordinaria: nonostante avesse frequentato la scuola solo per cinque anni, per tutta la vita continuò a studiare e ad imparare tutto ciò che poteva essergli utile per raggiungere i suoi obiettivi.

Ritratto di James Cook, esploratore inglese, in uniforme. National Maritime Museum, Greenwich. 1775-1776

Ritratto di James Cook, esploratore inglese, in uniforme. National Maritime Museum, Greenwich. 1775-1776

Foto: Ann Ronan Picture Library / Herita

James Cook fu uno dei maggiori esploratori della storia e navigò praticamente in tutti gli oceani del pianeta

Quando era ancora adolescente iniziò a lavorare nella città portuale di Whitby, dove sentì per la prima volta il richiamo del mare. All'età di 18 anni entrò a far parte della flotta mercantile dell'armatore John Walker, che era impegnato nel trasporto di carbone via mare: per nove anni navigò attraverso il Mar Baltico e il Mare del Nord, tre come apprendista e altri sei come marinaio. Fece carriera rapidamente, fino a quando non gli venne offerto il comando di una nave. Ma, nel 1755, prese una decisione rischiosa: abbandonare la marina mercantile e arruolarsi come volontario nella Royal Navy, la marina del Regno Unito.

Un'ascesa meteorica

La sua decisione potrebbe sembrare insolita: nella Royal Navy Cook fu costretto a ricominciare la sua carriera dal basso proprio quando era riuscito ad ottenere il comando di una nave nel settore mercantile. Tuttavia il giovane aveva degli ottimi motivi per intraprendere questa strada: rimanere nella marina mercantile lo avrebbe probabilmente condannato a navigare lungo le stesse coste per tutta la vita, mentre la Royal Navy gli offriva la possibilità di viaggiare per il mondo e, soprattutto, di coltivare una passione che sarebbe diventata la sua reale professione, la cartografia. Inoltre le sue capacità di leadership, che lo avevano già portato a essere rapidamente promosso nella marina mercantile, non sarebbero passate inosservate in ambito militare.

La Royal Navy diede a Cook la possibilità di navigare per il mondo e di coltivare la sua passione per la cartografia

Poco tempo dopo potè dimostrare entrambe le cose: nel 1756 iniziò la Guerra dei Sette Anni, che mise in contrapposizione, tra altri Paesi, Gran Bretagna, Francia e Spagna, che si contendevano il dominio delle colonie nella costa atlantica dell'America Settentrionale. Per Cook quella fu una grande opportunità di dimostrare le sue doti di comandante e nel 1757 fu nominato nostromo, il grado precedente a quello di comandante. Durante lo scontro diede prova delle sue abilità cartografiche quando elaborò mappe dettagliate del Golfo di San Lorenzo, molto utili ai britannici quando vollero attaccare a sorpresa i loro nemici.

Vitus Bering insieme a INSIEME A Čirikov (a sinistra) nel 1741. Olio di Igor Pšeničnyj. 1989. Museo Navale militare centrale, San Pietroburgo

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Questa qualità di Cook non passò inavvertita, e la Royal Navy decise di approfittarne. Quando la guerra finì, nel 1863, gli fu offerto il comando di un brigantino della marina, l'HMS Grenville, e ricevette l'incarico di occuparsi della cartografia delle coste di Terranova e Labrador e del Golfo di San Lorenzo, in modo da identificare le rotte di navigazione più sicure. Trascorse cinque anni occupandosi di quel compito, cinque anni durante i quali studiò astronomia e trigonometria per poter disegnare mappe più esatte. L'impressionante risultato attirò l'attenzione della Royal Society, la società scientifica più antica del Regno Unito. Eppure Cook non era ancora soddisfatto. Scrisse che «l'ambizione mi porta non solo più lontano di quanto qualsiasi uomo sia stato prima di me, ma tanto lontano quanto penso che un uomo possa spingersi».

«L'ambizione mi porta non solo più lontano di quanto qualsiasi uomo sia stato prima di me, ma tanto lontano quanto penso che un uomo possa spingersi», scrisse Cook.

Il viaggio dell'Endeavour

Nel 1768 la Royal Society e gli alti gradi della Royal Navy stavano preparando la prima spedizione scientifica nell'Oceano Pacifico. I meriti di Cook nell'Atlantico del Nord gli valsero il comando della missione; la nave che gli venne assegnata fu l'HMS Endeavour (un nome appropriato, che in inglese significa "tenacia"), un brigantino mercantile con cui Cook aveva molta esperienza. L'imbarcazione era dotata di un ampio spazio in stiva, una caratteristica necessaria per un viaggio in acque inesplorate, che permetteva immagazzinare acqua e provviste in abbondanza.

L'HMS Endeavour. Samuel Atkins. 1794

L'HMS Endeavour. Samuel Atkins. 1794

Foto: Pubblico Dominio

Il viaggio aveva due obbiettivi principali: il primo era quello di portare un equipaggio della Royal Society fino a Tahiti per realizzare osservazioni astronomiche. Dopo avrebbe dovuto dirigersi al sud per trovare il misterioso continente del Polo Sud, l'Antartide, allora chiamata Terra Australis, la cui esistenza era ancora un'ipotesi. In questa seconda parte del viaggio lo avrebbe accompagnato anche Tupaia, un sacerdote tahitiano che doveva fargli da guida durante la navigazione, e durante il tragitto Cook approfittò per disegnare con precisione le mappe delle isole della Polinesia.

Nel 1769 Cook salpò diretto a sudovest. La sua prima destinazione fu Nuova Zelanda, e per oltre sei mesi a bordo dell'Endeavour circumnavigò e disegnò le mappe delle due isole. Nell'aprile del 1770 avvistò la costa sudest dell'Australia, sbarcando nell'odierna Silver Bay, nel Nuovo Galles del Sud. Era la prima volta che una nave europea arrivava a queste latitudini, e l'equipaggio della Royal Society ne approfittò per raccogliere esemplari di piante endemiche. La spedizione seguì la costa australiana in direzione nord e poi verso ovest, attraversando l'oceano Indiano verso l'Africa fino ad arrivare al Capo di Buona Speranza, nell'attuale Sudafrica, per dirigersi di nuovo verso la Gran Bretagna.

Il risultato della prima spedizione di Cook fu agrodolce: anche se aveva realizzato un gran lavoro cartografico nell'oceano Pacifico e Indiano, non aveva portato a termine il suo obiettivo di giungere fino al Polo Sud

Il 12 giugno 1771, dopo tre anni di viaggio, Cook approdò nel porto di Deal. Il risultato del suo viaggio era agrodolce: anche se aveva realizzato un gran lavoro cartografico nell'oceano Pacifico e Indiano, non aveva portato a termine il suo obiettivo di giungere fino al Polo Sud. L'Endeavour aveva riportato danni importanti mentre percorrevano la costa australiana, quando l'imbarcazione attraversò una barriera corallina; inoltre, passando per Jakarta, molti membri dell'equipaggio erano deceduti a causa della malaria. Eppure la pubblicazione dei suoi diari di viaggio resero Cook molto popolare e gli valsero il titolo di comandante della Royal Navy.

Il capitano James Cook prende possesso del Nuovo Galles del Sud in nome della Corona Britannica. 1770

Il capitano James Cook prende possesso del Nuovo Galles del Sud in nome della Corona Britannica. 1770

Foto: Ann Ronan Picture Library / Herita

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Verso i confini del mondo

Dal canto suo la Royal Society non perdeva di vista il suo obiettivo di arrivare a Terra Australis e fin da subito si iniziò a preparare un nuovo viaggio con questo specifico fine. Questa volta misero due imbarcazioni a disposizione di Cook: l'HMS Resolution (anche questa volta il nome del vascello – "determinazione" – era quasi un monito), e l'HMS Adventure, un brigantino. Dotarono la spedizione dei migliori strumenti di navigazione e, il 13 giugno 1772, esattamente un anno dopo il suo approdo a Deal, Cook salpò di nuovo verso sud.

Agli inizi di dicembre le due navi arrivarono nei gelidi mari australi, dove li aspettava una navigazione molto complessa, tra lastroni di ghiaccio e banchi di nebbia. Poco dopo che la spedizione ebbe varcato il parallelo del Circolo Polare Antartico per la prima volta nella storia conosciuta, il ghiaccio rese impossibile continuare fino alla terraferma, e l'equipaggio si diresse verso est attraversando l'Antartico. A marzo, con l'avvicinarsi dell'autunno australe, la spedizione decise di ritirarsi e di dirigersi verso la Nuova Zelanda, ma strada facendo le due imbarcazioni si separarono. Questo portò a un risultato felice quanto inatteso: l'Adventure si imbatté nell'isola di Tasmania, della quale il capitano del brigantino Tobias Furneraux disegnò la mappa.

Le due imbarcazioni non erano equipaggiate per attraversare il mare di ghiaccio: la spedizione dovette rinunciare a raggiungere l'Antartide

Nel maggio del 1773 le due navi si ritrovarono nel punto d'incontro accordato, lo stretto Queen Charlotte, tra le due isole della Nuova Zelanda, oggi noto come stretto di Cook. La spedizione prese la difficile decisione di non riprovare a raggiungere di nuovo la Terra Australis nel corso della stagione successiva, visto che le due navi non erano equipaggiate per riuscire ad attraversare il mare di ghiaccio nemmeno nel corso dell'estate australe. Ma non fecero subito ritorno: il viaggio durò altri due anni, durante i quali Cook continuò a disegnare mappe dettagliate di tutti i territori in cui approdava la spedizione.

Cook e i nativi di Samoa. 1770 circa. Incisione del XIX secolo

Cook e i nativi di Samoa. 1770 circa. Incisione del XIX secolo

Foto: The Granger Collection, New York / Cordon Press

Il 30 giugno del 1775 le due imbarcazioni attraccarono di nuovo in Inghilterra, vicino a Portsmouth. Anche se non avevano messo piede nel continente australe, il mare di ghiaccio che avevano raggiunto fu considerato come una prova della sua esistenza. Il viaggio venne comunque considerato un successo visto che le mappe che aveva disegnato Cook, soprattutto quelle del Pacifico del Sud, erano preziose. Inoltre erano state scoperte decine di isole dove le imbarcazioni potevano rifornirsi di acqua. L'esploratore fu nominato membro della Royal Sociey e capitano della Royal Navy; divenne così famoso che ci furono delle autentiche guerre tra case editrici per pubblicare la storia della sua spedizione.

L'ultimo viaggio

L'anno successivo Cook partì di nuovo a bordo dell'HMS Resolution, questa volta accompagnato dall'HMS Discovery. Lo scopo ufficiale della missione era quello di riportare a casa Omai, un nobile tahitiano che l'aveva accompagnato nel corso del viaggio precedente e che aveva trascorso un breve periodo in Inghilterra insieme ai membri della Royal Socierty. D'altronde, una volta portata a termine questa missione, il viaggio aveva anche un secondo proposito: esplorare il Circolo Polare Artico alla ricerca di una rotta che circumnavigasse la costa nord del continente americano, per trovare la strada più corta per mettere in comunicazione l'Oceano Atlantico e l'Oceano Pacifico.

Nel corso del suo ultimo viaggio James Cook aveva l'obiettivo di esplorare il Circolo Polare Artico alla ricerca di un itinerario che circondasse la costa nord del continente americano

Cook salpò da Tahiti nel dicembre del 1777 e si diresse verso la costa ovest dell'America Settentrionale, facendo scalo lungo la rotta in diverse isole del Pacifico. Dopo essere approdato in quella che oggi conosciamo come California, la spedizione navigò lungo la costa fino ad arrivare, nell'agosto del 1778, allo stretto di Bering, dove il viaggio di Cook ebbe fine: le placche di ghiaccio gli impedirono di proseguire e, ancora una volta, l'esploratore si vide obbligato a tornare sui propri passi. Anche se le mappe della costa ovest del nordamerica potevano considerarsi un premio sufficiente per un primo tentativo, Cook si sentì frustrato per questo nuovo fallimento.

La morte di James Cook. Olio di Carter, G. 1783

La morte di James Cook. Olio di Carter, G. 1783

Foto: Bernice P. Bishop Museum (CC)

Incomprensioni fatali

All'inizio del 1779 la spedizione arrivò nell'arcipelago delle Hawaii, dove in precedenza l'equipaggio aveva stabilito un contatto con i nativi nel corso del viaggio verso nord. Cook voleva riparare l'albero del Resolution e per questo motivo cercò di arrivare a un accordo con i nativi per poter utilizzare dei pali di legno. Ma senza saperlo, l'esploratore commise un errore fatale. I pali che Cook voleva utilizzare per riparare la nave delimitavano uno spazio di sepoltura sacro. Il malinteso portò a una serie di incomprensioni che culminarono con il sequestro da parte dei nativi di una delle scialuppe del Resolution.

Una serie di malintesi e di decisioni affrettate portarono Cook a morire nelle Hawaii

La decisione presa da Cook per recuperarla non avrebbe potuto essere peggiore: decise di sequestrare il capo Kalani'opu'u per scambiarlo in seguito con la scialuppa rubata. Con quest'obiettivo, la mattina del 14 febbraio, gli inglesi si diressero alla tenda del capo e gli chiesero di accompagnarlo alla nave. Kalani'opu'u credeva che lo stessero invitando a una riunione diplomatica ed accettò di seguirli, ma alcuni dei membri della sua tribù iniziarono a sospettare e decisero di seguire il drappello di inglesi fino alla spiaggia, con un seguito di un gran numero di guerrieri.

A quel punto Kalani'opu'u si rese conto che in realtà stavano cercando di sequestrarlo e rifiutò di imbarcarsi. I guerrieri hawaiani circondarono rapidamente gli uomini di Cook, che colpì il leader nemico con la spada o forse con il calcio del fucile. I nativi, infuriati, attaccarono Cook e uno di loro lo accoltellò con un pugnale, che ironicamente aveva ottenuto da un membro dell'equipaggio della Resolution, causandone la morte. Inglesi e nativi iniziarono una battaglia mentre i primi cercavano di ritirarsi sulla nave, lasciando il corpo di Cook riverso sulla sabbia.

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Dopo pochi giorni la spedizione ripartì alla volta dell'Inghilterra. Nonostante gli scontri degli ultimi giorni, i nativi omaggiarono Cook con un funerale degno di un capo, secondo le proprie tradizioni. Il suo corpo fu bruciato e le sue ossa, eccetto alcune che gli hawaiani conservarono come reliquie, vennero restituite all'equipaggio perché fossero gettate in mare, come era naturale per un uomo che aveva trascorso la vita a solcare le acque di tutto il pianeta.

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