Il mitico palazzo di Nimrud e le sue decorazioni

I rilievi del palazzo di Kalhu (Nimrud) rappresentano vari episodi delle campagne militari di Assurnasirpal II. Tra questi figura l’assedio di una città fortificata

Nel 1845 l’archeologo inglese Austen Henry Layard scoprì le rovine di Kalhu (odierna Nimrud), la capitale del sovrano assiro Assurnasirpal II, pur ritenendo inizialmente che si trattasse di Ninive. La litografia qui riprodotta, inserita in un’opera dello stesso Layard, Illustrazioni dei monumenti di Ninive (1849), è una rappresentazione ideale della sala del trono del palazzo reale assiro. Nell’immagine vengono affiancati, ipoteticamente, i diversi reperti rinvenuti nel corso gli scavi. Si possono osservare i rilievi e le statue di colossi apotropaici, con la loro decorazione policroma.

Ricostruzione della sala del trono del palazzo di Assurnasipal II a Nimrud. Incisione a colori del 1853, basata sui disegni di sir Austen Henry Layard

Ricostruzione della sala del trono del palazzo di Assurnasipal II a Nimrud. Incisione a colori del 1853, basata sui disegni di sir Austen Henry Layard

Foto: Dagli orti / Art Archive

Nell'illustrazione un servo protegge il re con un parasole, come avviene nelle scene rappresentate nei bassorilievi, benché in realtà nei palazzi assiri questo tipo di sale fosse sempre coperto. Il monarca appare nelle raffigurazioni come un valoroso conquistatore. Dal suo carro da guerra si scaglia violentemente contro i nemici, schiacciandoli senza alcuna pietà. Tra le decorazioni murali del palazzo compaiono dei geni alati, con corpo d’uomo e testa d’aquila. Tali divinità, nella tradizione assira, proteggevano gli uomini dagli spiriti maligni.

Tra le sculture figurano anche i tori alati, o lamassu. Nella religione mesopotamica i lamassu erano demoni benevoli con testa umana, corpo di toro e ali d’aquila. Le loro effigi colossali erano poste a difesa degli accessi ai palazzi reali. Agli angoli spiccano invece gli alberi della vita. Costituiti da una serie di nodi e linee incrociate, erano un simbolo religioso fondamentale per gli assiri, connesso alla loro principale divinità, il dio Assur. La parte superiore della parete è decorata con bassorilievi che raffigurano vari legati dei regni vassalli mentre consegnano i loro tributi al re assiro, talvolta prostrandosi ai suoi piedi.

Un lamassu, un dio-toro alato androcefalo proveniente dal palazzo di Assurnasipal II a Nimrud. British Museum, Londra

Un lamassu, un dio-toro alato androcefalo proveniente dal palazzo di Assurnasipal II a Nimrud. British Museum, Londra

Foto: Prisma

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Il pannello sottostante, di 215 cm di lunghezza e 91 cm di altezza, fu invece scoperto nel 1846 da Henry Layard nella sala B del palazzo nordovest di Nimrud e prontamente trasferito al British Museum. Ritrae l'assedio di una città fortificata. A sinistra sono ritratti i difensori. Si nota che la città è protetta da alte mura e torri merlate. Dall’alto gli arcieri ostacolano l’assedio scagliando frecce contro gli assalitori, mentre su una torre una donna disperata si strappa i capelli. Molti uomini precipitano giù dai bastioni, colpiti a morte dalle frecce assire. Due soldati assiri scavano una fossa alla base delle mura servendosi di attrezzi a punta arrotondata, impiegati come una leva. Poco distante, altri due assalitori scavano una seconda galleria sotterranea per penetrare nella fortezza passando sotto le mura.

Il rilievo dell'assedio. Palazzo di Nimrud. British Museum, Londra

Il rilievo dell'assedio. Palazzo di Nimrud. British Museum, Londra

Foto: British Museum / Scala, Firenze

Passando al vivo della battaglia (al centro del pannello), vediamo che i difensori hanno lanciato dall’alto dei bastioni due catene nel tentativo di abbrancare l’ariete degli assiri e impedire che venga scagliato contro le mura. Per contrastare tale manovra, due soldati assiri afferrano l’ariete con un uncino per risistemarlo in posizione utile all’attacco. In una sezione frammentaria del rilievo i difensori della città lanciano fiaccole accese contro gli aggressori che si avvicinano alle mura. Gli assiri cercano di spegnere il fuoco gettando acqua dalla torre di assalto attraverso una specie di pompa.

Nel rilievo è rappresentata una caratteristica macchina d’assedio assira, dotata di ruote, con una torre che raggiungeva forse gli otto metri di altezza e un ariete nella parte anteriore. Le torri d’assedio erano ricoperte di tela e pelli per proteggere la struttura lignea dalle frecce incendiarie. Sulla torre, un arciere scaglia una freccia mentre il suo compagno lancia una pietra. Al centro della torre compare poi un altro arciere inginocchiato. Gli assiri erano esperti nella costruzione di torri da guerra, al loro interno vi erano diversi piani collegati tra loro con delle scale.

Assurnasirpal II in una statua rinvenuta a Nimrud e originariamente collocata nel tempio di Ishtar Sharrattniphi. IX secolo a.C., British Museum

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Dietro la torre d’assedio è rappresentato, in scala maggiore rispetto alle altre figure, un personaggio di alto lignaggio, forse il gran visir di Assurnasirpal II, sul punto di scagliare una freccia. Un soldato, con indosso il tipico copricapo conico assiro, lo protegge con uno scudo.

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