Egitto: portata alla luce la tomba intatta del custode dei tesori reali

Le autorità egizie hanno annunciato la scoperta, nella necropoli di Tuna el-Gebel, della sepoltura intatta dell'incaricato di custodire il tesoro reale e di mantenere le residenze del faraone della XXVI dinastia (664-525 a.C.)

L'Egitto non smette di riservare sorprese agli archeologi che, nonostante la difficile situazione dovuta alla pandemia di Covid-19, continuano a lavorare tra le sabbie del deserto. La scorsa settimana le autorità del Paese del Nilo hanno annunciato la scoperta della tomba intatta di un personaggio chiamato Badi Eset (o Pa di Eset) – supervisore del tesoro reale – e della sua famiglia nella necropoli di Tuna el-Gebel, nel governatorato di Minya, situato nel Medio Egitto.

Vasi canopi di Badi Eset scoperti all'interno della sua tomba

Vasi canopi di Badi Eset scoperti all'interno della sua tomba

Foto: Ministry of Tourism and Antiquities of Egypt

Il supervisore del tesoro

La tomba di Badi Eset, che sicuramente fu uno degli uomini più potenti d'Egitto – era il custode del tesoro reale e si occupava del mantenimento delle residenze del faraone –, risalirebbe al Periodo tardo, concretamente alla XXVI dinastia (664-525 a.C.) ed è costituita da un pozzo funerario di dieci metri di profondità che conduce a un'ampia stanza con nicchie scavate nelle pareti. In due di queste rientranze sono state rinvenute altrettante statue di pietra calcarea. Una di queste rappresenta un bovino, forse il dio toro Api, che veniva adorato a Menfi, e l'altra è una statua femminile, forse anche questa una divinità.

La tomba è costituita da un pozzo funebre di dieci metri di profondità che conduce a una vasta stanza con nicchie scavate nelle pareti. In due di queste rientranze sono state rinvenute altrettante statue di pietra calcarea

All'interno della tomba sono stati rinvenuti i vasi canopi, perfettamente conservati e di qualità eccellente, che contenevano le viscere del defunto, estratte durante il processo di mummificazione. «Si tratta di uno dei migliori esempi di vasi canopi mai stati rinvenuti. Realizzati in alabastro, hanno la forma dei quattri figli di Horus e portano incise le cariche e il nome del defunto», ha spiegato Mustafa Waziri, segretario generale del Consiglio Superiore di Antichità d'Egitto. Nella sepoltura sono state localizzate anche circa 400 ushebits (figure funerarie) di faience, un tipo di ceramica di quarzo blu e verde, che portano anch'esse il nome del proprietario.

Apertura di uno dei sarcofagi: la mummia al suo interno è intatta

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Un ricco giacimento

Gli archeologi hanno rinvenuto anche altri sei pozzi funerari appartenenti a diversi membri della famiglia di Badi Eset, che contenevano circa altri 1000 ushebits, diversi vasi canopi, amuleti, scarabei e una serie di recipienti di ceramica. Insieme a questi reperti, c'erano anche quattro sarcofagi antropomorfi di pietra completamente sigillati.

Vasi canopi e statue scoperti nella tomba di Badi Eset

Vasi canopi e statue scoperti nella tomba di Badi Eset

Foto: Ministry of Tourism and Antiquities of Egypt

Ma questa non è l'unica scoperta recente realizzata a Tuna el-Gebel. Dal 2018 gli archeologi che scavano nella zona hanno rinvenuto numerose sepolture di alti sacerdoti di Thot, il dio della scrittura, così come di altri importanti funzionari. La settimana scorsa, dentro un pozzo di cinque metri di profondità, era stato localizzato un sarcofago di pietra appartenente a un sommo sacerdote di questa divinità chiamato Djehuty Imhotep, risalente anch'esso alla XXVI dinastia, accompagnato da diversi amuleti e ushebtis.

Sarcofago del sacerdote Djehuty Imhotep

Sarcofago del sacerdote Djehuty Imhotep

Foto: Ministry of Tourism and Antiquities of Egypt

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