Canaletto, il pittore veneziano per eccellenza

Canaletto fu un pittore italiano del XVIII secolo famoso per i suoi scorci di Venezia. I quadri di questo geniale artista sono pieni di luce e dinamismo, ma le sue opere non sono semplici vedute

Nato probabilmente il 18 ottobre 1697, Giovanni Antonio Canal, meglio noto come "Canaletto", fu il geniale creatore dell'immagine iconica di Venezia che a partire dal secolo dei lumi il mondo ha potuto godere della città dei canali. Con un'abilità unica, l'artista riuscì a immortalare per sempre Venezia e i veneziani in dipinti pieni di luce e bellezza.

Giovanni Antonio Canal, o Canaletto. Incisione di A. Moureau, 1892

Giovanni Antonio Canal, o Canaletto. Incisione di A. Moureau, 1892

Foto: iStock

Cartoline per turisti

Ispirato dal vedutista romano Giovanni Paolo Pannini, Canaletto iniziò a dipingere la vita quotidiana della città di Venezia e della sua gente. Il vedutismo è l'arte pittorica, sviluppatasi soprattutto a Venezia, in cui vengono dipinte immagini panoramiche, generalmente urbane, concepite come souvenir, quasi delle cartoline per i viaggiatori stranieri, che ritraggono minuziosamente i luoghi più caratteristici della città dei canali. Canaletto fu il massimo esponente di questo genere pittorico, insieme a Francesco Guardi e all'artista Luca Carlevarijs. Oltre alle vedute, Canaletto s'interessò anche ai capricci, un tipo di arte basata sul paesaggio, anche se in questo caso le scene sono un po' più fantastiche e idealizzate.

Il vedutismo è l'arte pittorica sviluppatasi soprattutto a Venezia in cui immagini panoramiche, generalmente urbane, vengono dipinte come souvenir, quasi come cartoline per i viaggiatori stranieri

L'opera dell'artista italiano suscitò presto l'interesse di due stranieri, l'irlandese Owen McSwiney e l'inglese Joseph Smith. McSwiney lavorava a Venezia come mercante d'arte per alcuni nobili inglesi. Anche se fu grazie a lui che l'opera di Canaletto fu conosciuta e cominciò a farsi un nome tra la nobiltà delle isole britanniche, la loro amicizia non durò a lungo e solo nel 1723 Canaletto incontrò Joseph Smith, che era console, ma anche editore, collezionista e mercante. Alcune fonti affermano che la relazione tra i due uomini non fu così onorevole come sembra. Il mercante coinvolse il pittore italiano in una serie di commissioni per le quali Canaletto avrebbe intascato una somma inferiore a quella che l'inglese avrebbe fatto pagare ai suoi acquirenti. Ciononostante, il pittore visse per diversi anni senza stenti e la sua libertà creativa non fu compromessa.

Un genio della luce

Anni dopo Joseph Smith vendette gran parte della sua collezione privata al re Giorgio III d'Inghilterra, contribuendo così in modo determinante alla creazione della più grande collezione di Canaletto posseduta dalla Royal Collection. Nel 1762 il monarca pagò circa 20mila sterline per una collezione che comprendeva cnquanta dipinti e 142 disegni. Esistono molti esempi di opere di Canaletto in altre collezioni britanniche, come la Wallace Collection, oltre a una serie di ventiquattro dipinti nella sala da pranzo della Woburn Abbey. Un'ampia serie di opere di Canaletto fece parte anche della collezione del conte di Carlisle, ma purtroppo molte andarono perse nell'incendio di Castle Howard nel 1940 e altre ancora furono vendute.

Entrata al Canal grande dal molo, Canaletto, 1742-1744

Entrata al Canal grande dal molo, Canaletto, 1742-1744

Foto: Cordon Press

Un'ampia serie di opere di Canaletto faceva parte della collezione del conte di Carlisle, ma molte andarono perse nell'incendio di Castle Howard nel 1940

Canaletto è considerato un maestro della luce. Le sue opere dimostrano la sua straordinaria capacità di osservazione, che combina equilibrio ottico e architettonico con contorni sfumati. Non esistono due paesaggi e due figure uguali nelle sue creazioni su tela, alle quali l'artista apportò numerose modifiche. Fu la sua interpretazione della luce ad attrarre maggiormente i suoi contemporanei. Un agente scrisse di lui: «I suoi quadri sono come quelli di Carlevarijs, ma nei suoi si vede il sole che splende». Ed è vero: nei dipinti dell'altro grande pittore vedutista Luca Carlevarijs il cielo non interagisce con l'architettura, mentre nei quadri di Canaletto la luce si riflette in ogni angolo degli edifici che dipinge. Canaletto dominava luci e ombre, dalle più intense a quelle più fugaci proiettate sulle piazze veneziane ritratte nei suoi dipinti.

Non perderti nessun articolo! Iscriviti alla newsletter settimanale di Storica!

La camera oscura

Alcuni contemporanei di Canaletto lo accusarono di abusare della camera oscura per conferire alle sue immagini maggiore realismo e nitidezza. La camera oscura è un dispositivo ottico basato su lenti e specchi che fornisce un'immagine nitida di ciò che si trova davanti. In realtà, però, molte opere di Canaletto non aderivano alla realtà, poiché il pittore modificava le scene a suo piacimento, alterando i punti di vista per offrire una visione diversa della realtà. Un caso molto evidente è il panorama a 180 gradi di piazza San Marco, la cui vista comprende molto più di quanto si possa vedere a occhio nudo con un solo sguardo. Canaletto non dipingeva la Venezia che i suoi occhi vedevano, ma quella che immaginava. Creò una città ideale che, nel tempo, si è finita per confondere con la Venezia reale, provocando una certa confusione nella distinzione tra le due.

La vista panoramica a 180 gradi di piazza San Marco comprende molto più di quanto si possa effettivamente vedere a colpo d'occhio

Nell'ultima fase della sua carriera Canaletto approfondì il tema del capriccio, l'arte di comporre paesaggi combinando liberamente elementi architettonici reali o fantastici e antiche rovine. Il più noto è il Capriccio palladiano, oggi conservato alla Galleria nazionale di Parma. L'opera combina elementi reali (il quartiere di Rialto) con elementi altrettanto reali, ma collocati altrove (la basilica di Vicenza) ed elementi di fantasia (il ponte di Rialto secondo il progetto di Palladio). L'opera è interessante anche perché permette d'immaginare come sarebbe stato il quartiere di Rialto se al posto di Antonio da Ponte fosse stato scelto il progetto dell'architetto veneziano Andrea Palladio.

Veduta panoramica di piazza San Marco a Venezia. Canaletto

Veduta panoramica di piazza San Marco a Venezia. Canaletto

Foto: Cordon Press

Nel 1763 Giovanni Antonio Canal fu nominato membro dell'Accademia veneziana di pittura e scultura, e da questo momento in poi si perdono tutte le informazioni sulla sua attività: è probabile che abbia continuato a dipingere fino alla morte, avvenuta il 19 aprile 1768, all'età di settant'anni, dopo una lunga malattia. Il "pittore di Venezia" fu sepolto nella chiesa di San Lio, nella città che tanto amò.

Se vuoi ricevere la nostra newsletter settimanale, iscriviti subito!

Condividi

¿Deseas dejar de recibir las noticias más destacadas de Storica National Geographic?