Donne

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Foto Dora Maar, Picasso e Lee Miller a Mougins, 1937

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Foto Dora Maar, Picasso e Lee Miller a Mougins, 1937

Tra le amicizie di Picasso compare anche Elizabeth “Lee” Miller, una modella e fotoreporter di guerra per Vogue (documentò, per esempio, gli orrori dei campi di concentramento di Buchenwald e Dachau). Miller immortalò Picasso in moltissime foto e il pittore ricambiò con alcuni ritratti. Lei e Dora condividevano oltre la passione per la fotografia e Picasso, anche il rapporto con Man Ray, un importante fotografo surrealista. Dora era stata sua amica (e forse rivale) e posò per lui in vari scatti in cui l’uomo colse la sua sensuale bellezza. Lee, invece, era stata sua modella e compagna per qualche tempo. 

 

Foto: © Rue des Archives / Tal / Cordon Press

Dora Maar, 'Ritratto di Alice B. Toklas', 1946, Parigi

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Dora Maar, 'Ritratto di Alice B. Toklas', 1946, Parigi

Dora Maar coltivò numerose amicizie tra i più influenti intellettuali del suo tempo. In questa fotografia del 1946, posa insieme al ritratto da lei realizzato per l’amica Alice Toklas, una scrittrice statunitense, compagna per oltre quarant’anni della letterata Gertrude Stein. Toklas  era famosa, tra l’altro, per la pubblicazione nel 1954 di un libro di cucina e memorie personali in cui compariva anche una ricetta a base di cannabis. Dora Maar rappresentò l’amica seduta in poltrona, con uno sguardo serio e pensieroso.

 

Foto: © Michel Sima / Rue des Archives / Cordon Press

Pablo Picasso, Ritratto di Dora Maar seduta, 1937, Museo Picasso, Parigi

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Pablo Picasso, Ritratto di Dora Maar seduta, 1937, Museo Picasso, Parigi

L’opera è uno dei primi ritratti che Picasso fece alla donna, nei primi tempi della loro relazione. L'immagine è costruita in maniera tale da mostrare contemporaneamente il viso sia di profilo sia frontalmente. Dora siede su una poltrona nera con braccioli, elegantemente vestita e dalla posa rilassata. Colpisce l’attenzione, oltre l’occhio languido e il vestito elegante, anche le mani, dalle dita affusolate e laccate di rosso.

 

Foto: © shorturl.at/gpE59

Mary Cassatt, 'Al teatro', 1879, National Gallery of Art, Washington

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Mary Cassatt, 'Al teatro', 1879, National Gallery of Art, Washington

L’opera, realizzata con la tecnica del pastello su carta, rappresenta Lydia, la sorella della pittrice, vestita con un elegante abito da sera. La donna è seduta vicino uno specchio che riflette la sua figura, mentre il lampadario alle sue spalle crea un effetto di controluce così come dei particolari effetti luministici sul corpo. Il disegno fu realizzato nel 1879 ed esposto alla mostra impressionista di quell’anno. 

 

Foto: Pubblico dominio

Eva Gonzalès, 'Tata e bambino', 1877-1878, National Gallery of Art, Washington

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Eva Gonzalès, 'Tata e bambina', 1877-1878, National Gallery of Art, Washington

In primo piano vi è una bambina vista di spalle, che tiene le mani sulla grata che divide la strada dal giardinetto mentre la sua tata è seduta vicino a lei. La donna, che indossa un vaporoso abito bianco, ha un aspetto trasognato e regge debolmente in mano un mazzolino di fiori di campo: è assorta nei propri pensieri. Il dipinto è un chiaro riferimento alla Ferrovia di Manet, in cui vi è una bimba che compie un gesto identico. L’opera fu presentata al Salon del 1878.
 

Foto: Cordon Press

Mary Cassat, 'Gita in barca', 1893–94, National Gallery of Art, Washington

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Mary Cassatt, 'Gita in barca', 1893–94, National Gallery of Art, Washington

Mary Cassatt rappresentò in moltissime opere i bambini o il rapporto madre-figlio. In questa tela, per esempio, una donna sorridente tiene in braccio un bambino mentre un uomo di cui non si vede il volto perché di spalle, sta remando. Non era raro che la pittrice tendesse a escludere le figure maschili da questo genere di soggetto.

Foto: Pubblico dominio

Mary Cassatt, 'Bambina in poltrona blu', 1878, National Gallery of Art, Washington

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Mary Cassatt, 'Bambina in poltrona blu', 1878, National Gallery of Art, Washington

Il dipinto, uno dei più famosi della pittrice americana, rappresenta la figlia di alcuni amici di Degas. La bambina è seduta in una sgraziata posizione annoiata su una poltrona turchese mentre osserva un cagnolino steso sulla poltrona vicina. Le altre due sedute sullo sfondo contribuiscono a dare un forte senso di profondità alla tela. 

 

Foto: Pubblico dominio

Eva Gonzalès, 'Risveglio mattutino', 1877 circa. Kunsthalle de Brême

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Eva Gonzalès, 'Risveglio mattutino', 1877 circa. Kunsthalle de Brême

Anche per questo dipinto Eva Gonzalès utilizzò sua sorella come modella. La giovane donna è rappresentata mentre apre pigramente gli occhi dopo aver dormito. È distesa sul suo letto e sul comodino si trovano un libro e un vaso di violette. I raggi del sole mattutino penetrano nella stanza facendo risaltare il candore delle lenzuola e della camicia da notte. Jeanne Gonzales fu dipinta dalla sorella in diverse occasioni. Quest’opera, in particolare, è abbinata al Sonno, in cui la giovane è rappresentata addormentata nel suo letto a baldacchino.

Foto: Pubblico dominio

Eva Gonzalès, 'Un palco al Théatre des Italiens', 1874, museo d’Orsay, Parigi

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Eva Gonzalès, 'Un palco al Théatre des Italiens', 1874, museo d’Orsay, Parigi

I protagonisti dell’opera sono Jeanne, la sorella della pittrice, e Henri Guérard un pittore e incisore che dopo qualche anno sarebbe diventato suo marito. La coppia è colta mentre assiste a uno spettacolo teatrale: lei tiene in mano un binocolo da teatro e vicino ha un bouquet di fiori. Secondo alcuni, questo dettaglio potrebbe essere un omaggio all’Olympia di Manet, in cui la domestica della protagonista ha in mano un bouquet simile. Eva presentò l’opera in diverse mostre. Non era la prima volta che gli artisti impressionisti si erano cimentati con un tema così mondano: fu trattato, infatti, anche da Renoir e da Manet.

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Berthe Morisot, 'Eugène Manet all’isola di Wight', 1875, Museo Marmottan Monet, Parigi

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Berthe Morisot, 'Eugène Manet all’isola di Wight', 1875, Museo Marmottan Monet, Parigi

Nel 1874 Berthe sposò il sensibile Eugène, fratello minore del grande maestro impressionista. A proposito del marito, affermò che con lui era “entrata nella parte positiva della vita dopo aver vissuto per tanti anni di chimere”. Eugène, che aveva anch’egli velleità artistiche, incoraggiò sempre la carriera della moglie. In questo dipinto, la pittrice rappresenta il marito mentre dalla loro casa sull’isola di Wight, dove si recavano spesso, osserva dalla finestra la strada con i passanti e il porto.

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Berthe Morisot, 'Giovane donna in tenuta da ballo', 1879, Museo d’Orsay, Parigi

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Berthe Morisot, 'Giovane donna in tenuta da ballo', 1879, Museo d’Orsay, Parigi

Quest’olio rappresenta una giovane donna vestita con un elegante abito da ballo seduta davanti a una grande siepe. L’immagine gioca molto sugli effetti di luce, come si nota dai riflessi verdi della vegetazione che si riflettono sul tessuto del vestito. L’opera fu esposta alla quinta mostra impressionista del 1880 e poco tempo dopo fu acquistata dal pittore Giuseppe De Nittis. Successivamente finì nelle mani di un critico francese e, dopo altri passaggi, entrò nelle collezioni del museo d’Orsay.

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Berthe Morisot, 'La culla', 1872, Museo d’Orsay, Parigi

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Berthe Morisot, 'La culla', 1872, Museo d’Orsay, Parigi

Il dipinto rappresenta Edma, la sorella dell’artista, mentre guarda la figlia Blanche nella culla. L’opera fu esposta in occasione della mostra impressionista del 1874. Le due sorelle erano molto legate e avevano preso insieme lezioni di pittura. Edma, però, aveva deciso di smettere di dipingere dopo aver sposato Adolphe Pontillon, un ufficiale di marina. Il legame tra le due donne fu sempre molto forte e Berthe rappresentò sua sorella in numerosi quadri. Ne 'La culla' illustra il dolce affetto tra madre e figlia: Edma ha un'espressione intensa e amorevole mentre osserva la bimba dormire. Tutt’intorno, le avvolge il bianco della mussola dipinta con delicate e sapienti pennellate.

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Ritratto di Cristina Trivulzio di Belgiojoso, Henri Lehmann

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CRSTINA TRIVULZIO BELGIOIOSO

Tra le donne che dedicarono l’intera vita all’unità d’Italia, Cristina Trivulzio Belgioioso svetta per passione e intelligenza politica, cultura e mondanità, generosità e filantropia. “La dama del Risorgimento” sfidò tutte le convenzioni, battendosi per l’Unità d’Italia e nonostante ne fu protagonista indiscussa, non ebbe mai il ruolo che le spettava nel patrimonio storico e culturale italiano. Fu carbonara e patriota, sfidò l’Austria e la sua polizia, tenne rapporti con tutti gli uomini del Risorgimento da Mazzini a Cavour a Carlo Alberto, organizzò un battaglione a Napoli per contribuire alle Cinque giornate di Milano, partecipò alla difesa della Repubblica romana. E ancora fu editrice di giornali rivoluzionari, inventò l'assistenza infermieristica femminile nella Repubblica Romana del 1849, promosse l'istruzione delle bambine e dei bambini nelle campagne milanesi dedicando tutta la sua vita alla difesa della libertà.

Foto: Ritratto di Cristina Trivulzio di Belgiojoso, Henri Lehmann

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