In fila al seggio

Foto: Cordon Press

Il 2 giugno 1946 fu la prima occasione in cui le donne italiane poterono votare per le elezioni politiche. Anche per gli uomini, tuttavia, le code davanti al seggio costituirono una boccata d'aria fresca: erano più di dieci anni che i cittadini italiani non venivano chiamati a esprimere la loro opinione politica, soffocata da vent'anni di dittatura fascista. L'entusiasmo di questa rinnovata partecipazione si rivelò nei numeri: tra il 2 giugno e la mattina del 3 quasi 25 milioni di italiani, pari all'89,08% degli aventi diritto di voto, si recarono alle urne (nell'immagine si vedono alcuni votanti in fila nella capitale). Di questi, quasi 13 milioni erano donne. L'esito delle elezioni decretò la fine della monarchia sabauda, troppo compromessa con il regime fascista, e la nascita della Repubblica italiana. Fu anche l'occasione per eleggere i membri dell'Assemblea costituente, chiamata a scrivere una nuova Costituzione. Per la prima volta anche le donne entravano in parlamento: ne furono elette ventuno, su 556 parlamentari. La strada per la parità era ancora lunga, ma a partire dal 2 giugno 1946 divenne un po' più facile percorrerla.

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