Walt Disney, il padre della "fabbrica dei sogni"

Il fumettista e imprenditore Walt Disney è passato alla storia come un creatore di sogni, un illustratore della fantasia infantile. Tuttavia la sua figura è avvolta da diversi misteri: fu proprio lui a creare Topolino? Davvero diede la caccia ai comunisti? Fu veramente messo in ibernazione?

Nato il 5 dicembre 1901 a Chicago – anche se una leggenda sostiene che il suo luogo di nascita fosse Mojacar, in Andalusia – Walter Elias Disney, noto in tutto il mondo come Walt Disney, fu un disegnatore, magnate e visionario che divenne un simbolo della cultura nordamericana del XX secolo. Quando novantadue anni fa diede vita a una delle sue creazioni più emblematiche, il topolino Mickey Mouse, non aveva la minima idea della fama che avrebbe ottenuto il suo personaggio, pur essendo, secondo i testimoni, un uomo pieno di sogni, ambizioso e perfezionista.

Walt Disney nel 1946

Walt Disney nel 1946

Foto: Pubblico dominio

Le prime vignette, la politica e la Prima guerra mondiale

Da bambino Disney si trasferì con tutta la famiglia in una fattoria vicino a Marceline, una cittadina del Missouri che, secondo alcuni, anni dopo gli avrebbe fornito l’ispirazione per progettare la strada principale di Disneyland. Interessato al disegno e alla pittura, già all’età di sette anni il piccolo Walt vendeva i suoi primi bozzetti ai vicini.

Una febbre tifoidea contratta dal padre costrinse la famiglia a spostarsi a Kansas City, dove il padre di Walt iniziò a lavorare nella distribuzione di giornali coinvolgendo i figli, intaccando così il rendimento scolastico del giovane. A quindici anni Walt iniziò a lavorare come venditore di giornali e dolciumi in stazione e a scuola partecipava come fumettista al giornalino dell’istituto, The Village Voice, dove affrontava temi politici e riguardanti la Prima guerra mondiale, a cui voleva partecipare. Si spinse a falsificare la propria data di nascita per potersi arruolare e fu mandato con l’esercito in Europa, dove guidò le ambulanze senza mai entrare in combattimento.

A scuola Disney non era uno studente esemplare, ma partecipò come fumettista al giornalino dell’istituto, The Village Voice, dove affrontava temi politici e riguardanti la Prima guerra mondiale

La nascita di Cenerentola e Il gatto con gli stivali

Il sogno di Walt Disney era diventare un artista, e per questo si trasferì di nuovo a Kansas City. Qui iniziò un apprendistato nell’agenzia Pesman-Rubin Commercial Art Studio, dove conobbe Ub Iwerks, un animatore statunitense e tecnico di effetti speciali che in futuro avrebbe partecipato attivamente alla creazione di Topolino. La loro amicizia li portò a fondare un’impresa, la Iwerks-Disney Commercial Artists, ma il sogno durò appena qualche mese. Disney infatti preferiva un lavoro sicuro ed entrò a lavorare con la Kansas City Film Ad Company, convincendo i suoi nuovi capi ad assumere anche Iwerks. Due anni dopo, convinto di aver acquisito tutte le conoscenze necessarie per intraprendere un nuovo progetto, fondò l’impresa Laugh-O-Gram Studios e si dedicò a produrre cortometraggi per bambini come Cenerentola o Il gatto con gli stivali. Poté contare sull’aiuto inestimabile di Iwerks, Hugh Harman, Rudolph Ising, Carman Maxwell e Fritz Freleng.

Walt Disney al suo tavolo di lavoro

Walt Disney al suo tavolo di lavoro

Foto: Cordon Press

Nel 1923 il fallimento del suo principale cliente costrinse Disney a trasferirsi a Hollywood, ma quando iniziò a cercare lavoro non ebbe successo, e finì per fondare con il fratello Roy il Disney Brothers Studio. Pur ottenendo contratti importanti, ciò non fu sufficiente a rientrare dai costi. Disney era un uomo tenace e molto capace di tener fede ai suoi propositi, nonché abile nel ricorrere a qualunque risorsa disponibile per affrontare le difficoltà finanziarie. Nel 1924 portò a bordo Ub Iwerks per dedicarsi alla sua passione: la creazione di personaggi e copioni e la regia.

Dopo aver prodotto i primi cortometraggi Disney fondò con il fratello il Disney Brothers Studio, a cui poco dopo si unì l’amico Ub Iwerks, permettendogli di dedicare più tempo alla creazione di personaggi e copioni

La nascita di Topolino

Il 13 luglio 1925 Disney sposò Lillian Bounds, un’impiegata del suo studio con cui avrebbe avuto due figlie. In occasione del trasferimento dei locali (i precedenti erano diventati troppo piccoli), l’impresa prese il nome di Walt Disney Studio. Quando il suo principale cliente ottenne i diritti su un personaggio creato da lui, Oswald il coniglio fortunato, la compagnia subì una battuta d’arresto.

Quel fatale episodio costrinse Disney a fare a meno degli intermediari tra sé e le sue creazioni. Durante un viaggio a New York concepì il suo personaggio di punta, che in un primo momento chiamò Mortimer, ma che per suggerimento della moglie finì per battezzare Mickey. La paternità di Mickey Mouse (Topolino in Italia, dove una serie dedicata al personaggio esordì nel 1932) è tuttora un tema dibattuto: Disney l’ha sempre raccontata così, ma secondo alcuni studiosi il creatore del topo fu Ub Iwerks.

Il primo poster di Topolino, 1929

Il primo poster di Topolino, 1929

Foto: Cordon Press

Nuovi personaggi classici

La prima apparizione di Topolino avvenne il 15 maggio 1928 nella storia L’aereo impazzito, un cortometraggio muto, come tutte le pellicole Disney fino a quel momento. La pellicola e il suo seguito, Topolino Gaucho, non suscitarono però l’interesse dei distributori. Grazie all’aiuto dell’impresario Pat Powers Disney realizzò un film sonoro che intitolò Steamboat Willie. La pellicola ebbe un successo straordinario e Disney aggiunse il sonoro a tutti i suoi film precedenti. Da allora tutti i film Disney avrebbero avuto il sonoro, e lui stesso si occupò degli effetti sonori dei suoi primi cortometraggi, oltre a interpretare la voce di Topolino fino al 1947.

La paternità del personaggio di punta di Disney, Topolino, è tuttora dibattuta. Si dice che Disney lo concepì durante un viaggio a New York, ma secondo alcuni studiosi il creatore del topo fu Ub Iwerks

Nel 1932 Disney creò Sinfonie allegre, una serie di cortometraggi in cui appaiono per la prima volta Paperino, Pippo e Pluto. Un anno dopo, nella stessa serie, fecero la loro comparsa i Tre Porcellini, che avrebbero ottenuto un successo inaspettato con la canzone Chi ha paura del lupo cattivo?. Questa divenne una sorta di inno per tutte le vittime della grande depressione che affliggeva gli Stati Uniti.

Dopo la presentazione del primo film con Topolino Disney creò Sinfonie allegre, in cui appaiono per la prima volta Paperino, Pippo, Pluto e i Tre Porcellini

Il successo di critica e l’arrivo di J. Edgar Hoover

Nel 1937 Disney produsse il suo primo lungometraggio, Biancaneve e i sette nani. Con questo film dimostrò che i cartoni animati potevano costituire un genere a sé stante. Anche se la pellicola fu un successo al botteghino, l’impresa s’indebitò a causa dei prestiti richiesti per portare a termine il progetto. Nel 1940 Disney presentò Pinocchio, che ottenne ottime critiche, ma fu un altro fallimento commerciale. Disney voleva essere un innovatore e gli piaceva il rischio, ma doveva soddisfare un pubblico poco amante delle novità e degli esperimenti. Lo stesso avvenne con Fantasia, in cui i disegnatori associarono i movimenti dei personaggi alla musica. Anche se per alcuni fu un successo straordinario, altri la considerarono un insulto alla musica classica. Le perdite economiche procurate all’impresa da queste produzioni furono tamponate dall’uscita di Dumbo nel 1941 e di Bambi nel 1942.

Walt Disney in un fotogramma del trailer di Biancaneve e i sette nani (1937)

Walt Disney in un fotogramma del trailer di Biancaneve e i sette nani (1937)

Foto: Pubblico dominio

Il direttore dell’FBI, J. Edgar Hoover, fece vari tentativi per “reclutare” il famoso cineasta come informatore riguardo alla possibile presenza di elementi sovversivi all’interno del mondo in celluloide. Sembra che alla fine nel 1940 Disney iniziò a “collaborare”. Il fumettista fu anche tra i fondatori della Motion Picture Alliance for the Preservation of American Ideals, un'organizzazione di celebrità hollywoodiane di idee conservatrici che si opponeva in maniera esplicita al comunismo.

Sembra che il direttore dell’FBI, J. Edgar Hoover, dopo vari tentativi riuscì “reclutare” Disney come informatore riguardo alla possibile presenza di elementi sovversivi all’interno del mondo in celluloide

Howard Hughes e Disneyland

Alla fine degli anni quaranta Disney ricevette un’interessante proposta da Howard Hughes: un prestito senza interessi di un milione di dollari in cambio del suo aiuto nel settore cinematografico, in cui il multimilionario texano voleva investire. Con quel denaro Disney poté avviare diciotto nuovi progetti, tra cui Cenerentola (1950), Alice nel Paese delle meraviglie (1951), Le avventure di Peter Pan (1953) e la carissima incursione nel cinema fantascientifico Ventimila leghe sotto i mari (1954).

Con l’aiuto di Howard Hughes Disney poté sviluppare numerosissimi progetti cinematografici e realizzare il suo più grande piano: un grande parco divertimenti che chiamò Disneyland

Era dagli anni quaranta che Disney progettava la costruzione di un parco divertimenti perché i suoi dipendenti e le loro famiglie potessero divertirsi nel tempo libero. Con il tempo questo progetto, inizialmente modesto, crebbe fino a divenire quello che oggi conosciamo come Disneyland, un enorme parco di attrazioni situato ad Anaheim (California). Per realizzare questo ambizioso progetto sembra che Disney si sia basato sul parco Children’s Fairyland, in Oakland, e nei Giardini di Tivoli, a Copenaghen, ma potrebbe essersi ispirato anche al parco República de los Niños, situato a La Plata, Argentina.

Walt Disney mostra i piani per Disneyland ai funzionari della contea di Orange nel dicembre 1954

Walt Disney mostra i piani per Disneyland ai funzionari della contea di Orange nel dicembre 1954

Foto: Pubblico dominio

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La morte di Disney e la nascita di una leggenda

Fumatore accanito per tutta la vita, nel 1966 Disney ricevette la diagnosi di un tumore al polmone sinistro. Dopo un controllo medico nell’ospedale St. Joseph, accanto all’edificio degli studios, Walt Disney subì un collasso cardiocircolatorio e morì il 15 dicembre 1966. Il suo corpo fu cremato e trasferito nel panteon familiare al Forest Lawn Memorial Park di Glendale, in California.

Con la morte di Walt Disney emerse una curiosa leggenda urbana secondo cui l’illustratore sarebbe stato ibernato in attesa che la scienza del futuro potesse curare la sua malattia

Anni fa emerse una leggenda urbana secondo cui Walt Disney sarebbe stato ibernato pochi minuti prima di morire in attesa, quando la scienza fosse progredita a sufficienza, di poter essere risuscitato e curare la sua malattia. Ovviamente nulla di tutto questo è vero e non c’è alcuna prova che lo dimostri, ma un gran numero di persone continua a credere alla leggenda, ripresa anche da alcune serie televisive di satira.

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