La tragedia dello Zeppelin Hindenburg

Il 6 maggio 1937 l'Hindenburg, l'orgoglio della flotta di dirigibili della Germania nazista, prese fuoco nel cielo del New Jersey mentre si preparava alla manovra di attracco. Questa tragedia pose fine all'età d'oro degli Zeppelin

Il 6 maggio 1937 l'era dei dirigibili raggiunse il suo tramonto quando il cielo del New Jersey divenne testimone della tragica fine dell'Hindenburg, il colossale dirigibile tedesco, fiore all'occhiello del regime nazista, intento in una manovra di attracco.

Costruito in onore del presidente della Germania, Paul von Hindeburg, nel 1932, il dirigibile, completamente fabbricato in duralluminio (un materiale composto da una lega di alluminio con rame, magnesio, manganese e silicio), aveva un'estensione di 245 metri di lunghezza e quarantuno di diametro e una capacità di 200mila metri cubi di gas. La velocità con cui questo colossale oggetto si muoveva nell'aria, raggiunta grazie a quattro motori diesel Daimler-Benz, era di 135 km orari.

A capo della Germania

Leggi anche

30 gennaio 1933: Hitler conquista il potere

33

Fotografías

Un gigante dei cieli

Nel suo primo anno di volo, a scopi esclusivamente commerciali, percorse più di 308mila chilometri, arrivando a trasportare 2798 passeggeri e 160 tonnellate di merci. Per diciassette volte attraversò l'Atlantico verso gli Stati Uniti, la sua destinazione abituale. In uno di questi viaggi di ritorno dalla Germania, in cui per la prima volta l'Atlantico fu sorvolato due volte in appena cinque giorni, trasportò come passeggero il noto pugile tedesco Max Schmeling, appena divenuto campione del mondo di boxe in seguito alla vittoria sul mitico Joe Luis.

L'Hindenburg attraversò 17 volte l'oceano Atlantico percorrendo oltre 308mila chilometri e arrivando a trasportare 2798 passeggeri

Presto il regime nazista volle appropriarsi dell'immagine di grandezza e potere riflessa dall'Hindenburg, e già ai tempi dei giochi olimpici di Berlino del 1936 venne organizzato un volo del dirigibile sopra lo stadio proprio quando Adolf Hitler fece atto di presenza.

L’atleta Jesse Owens

Leggi anche

Jesse Owens, l’atleta che ha battuto il nazismo

La costruzione dell'Hindenburg, definito un palazzo galleggiante che avrebbe potuto gareggiare per lusso con il Titanic, affondato nel 1912, non fu esente da difficoltà. Era stato pensato per essere riempito con l'elio, ma dal momento che i nordamericani avevano il controllo delle riserve mondiali del gas e non erano disposte a venderlo, gli ingegneri tedeschi optarono invece per l'idrogeno, un gas molto più infiammabile che segnò forse il destino del dirigibile.

L'incidente dello Zeppelin in New Jersey

Quel 6 maggio 1937, durante una notte di temporale, il dirigibile, comandato dal capitano Max Pruss, cominciò la manovra di attracco, che come sempre fu molto difficoltosa. Da terra gli operai lanciavano corde sul muso del dirigibile, un processo assai pericoloso dal momento che a volte le funi tenute dal personale di terra si sollevavano facendo cadere a terra gli uomini, che potevano rimanere feriti o anche morire. Alle 19.25, con 248 operai di terra pronti per l'ormeggio, qualcuno intravide una scintilla a poppa del dirigibile. Il fuoco si propagò tanto rapidamente che nel giro di quaranta secondi l'Hindenburg rovinò a terra in un'enorme palla di fuoco.

Nel giro di quaranta secondi l'Hindenburg rovinò a terra in un'enorme palla di fuoco

Herbert Morrison, un giornalista nordamericano che era andato all'aerodromo per coprire la notizia dell'arrivo dello Zeppelin, pronunciò una frase che sarebbe passata alla storia: «Oh, the humanity!». Delle novantasette persone che viaggiavano sull'Hindenburg quel giorno, morirono tredici passeggeri e ventidue membri dell'equipaggio: poche vittime, considerate le dimensioni del disastro.

La tragedia dell'Hindenburg suscitò diverse teorie per spiegare l'incidente. La più accettata fu che una scintilla di elettricità statica provocata da un lampo durante il temporale, unita all'idrogeno espulso dal dirigibile durante la manovra di attracco, provocò la fatale esplosione. Secondo altri si trattò di un sabotaggio. Le indagini condotte dall'FBI conversero sull'ingegnere tedesco Erich Spehl, la cui fidanzata comunista non simpatizzava con il regime nazista, nonché sull'acrobata Joseph Späh, anch'egli contrario ai nazisti. La terza e ultima ipotesi fu quella del suicidio di un passeggero, dal momento che tra i resti dello Zeppeli fu ritrovata una pistola Luger a cui curiosamente mancava un proiettile...

Non perderti nessun articolo! Iscriviti alla newsletter settimanale di Storica!

1 /7
Una palla di fuoco

1 / 7

Una palla di fuoco

In seguito a una scintilla il dirigibile Hindenburg precipitò avvolto dalle fiamme in meno di un minuto.

Foto: Pubblico dominio

Il più grande oggetto volante mai costruito

2 / 7

Il più grande oggetto volante mai costruito

Più di 2789 passeggeri viaggiarono a bordo di questo favoloso Zeppelin che meravigliò il mondo.

Foto: Cordon Press

Il fiore all'occhiello del regime nazista

3 / 7

Il fiore all'occhiello del regime nazista

L'enorme Zeppelin giunse ad attraversare per 17 volte l'oceano Atlantico, percorrendo oltre 308mila chilometri.

Foto: Cordon Press

In onore di un presidente

4 / 7

In onore di un presidente

Il dirigibile fu costruito in onore del presidente di Germania Paul von Hindenburg, qui fotografato accanto ad Adolf Hitler.

Foto: Cordon Press

Un attracco difficoltoso

5 / 7

Un attracco difficoltoso

Il primo attracco dell'Hindenburg, il 9 maggio 1936.

Foto: Pubblico dominio

L'esplosione

6 / 7

L'esplosione

Su 97 persone che viaggiavano sull'Hindenburg morirono 13 passeggeri e 22 membri dell'equipaggio.

Foto: Cordon Press

Un gigante su Berlino

7 / 7

Un gigante su Berlino

Lo Zeppelin Hindenburg solcò i cieli di Berlino durante l'inaugurazione dei giochi olimpici del 1936.

Foto: Cordon Press

La tragedia dello Zeppelin Hindenburg

Se vuoi ricevere la nostra newsletter settimanale, iscriviti subito!

Condividi

¿Deseas dejar de recibir las noticias más destacadas de Storica National Geographic?