La morte di Alessandro Magno, il più grande conquistatore della storia

Il 13 giugno 323 a.C. (o il 10, secondo alcun fonti) moriva a 33 anni Alessandro Magno, il conquistatore più famoso della storia. La vita del monarca macedone fu un susseguirsi di battaglie e vittorie, come la conquista dell'impero persiano, il più grande che l'umanità avesse conosciuto. Il suo lascito però non gli sopravvisse

«Cerca, figlio mio, un regno alla tua altezza, perché in Macedonia non c'è posto per te». Con queste parole il re Filippo II di Macedonia si rivolgeva al figlio Alessandro quando questi aveva appena diciassette anni. Fin dal giorno della sua morte, avvenuta il 13 giugno (alcune fonti dicono il 10) del 323 a.C., l'eredità di Alessandro Magno, il sovrano che sconfisse i persiani ed estese il suo impero fino all'India, avrebbe ispirato grandi generali della storia come Giulio Cesare e Napoleone Bonaparte.

Busto di Alessandro Magno. Museo di Pella

Busto di Alessandro Magno. Museo di Pella

Foto: Cordon Press

Figlio di Filippo II di Macedonia e della principessa Olimpiade, appartenente alla famiglia reale dell'Epiro, Alessandro III di Macedonia, meglio conosciuto come Alessandro Magno, nacque nell'agosto del 356 a.C. Scelto dal padre come futuro erede, fu educato come tale fin dalla nascita e la sua formazione intellettuale fu affidata ad Aristotele. Il filosofo suscitò nel giovane una grande ammirazione per la cultura greca e per l'epica antica, in particolare per l'Iliade di Omero, che divenne il suo libro preferito. La sua formazione militare avvenne sotto la tutela di Clito, un soldato che fu assassinato dallo stesso Alessandro quando, anni dopo, durante un banchetto a Samarcanda, gli rimproverò di paragonarsi agli dei e per la sua crescente "orientalizzazione".

La conquista della Persia

Durante i primi anni del suo regno Alessandro aumentò la pressione sugli stati greci sottomessi alla Macedonia che, approfittando della morte di Filippo, si erano ribellati. Una volta ottenuto il controllo dell'Ellade, e per continuare la politica di espansione già avviata dal padre, nel 334 a.C. Alessandro lanciò il suo esercito, di appena 40mila uomini, contro il potente impero persiano. Nonostante la superiorità numerica dell'esercito del re Dario III, Alessandro lo sconfisse nelle battaglie di Granico e Isso (333 a.C.), a Gaugamela (331 a.C.) e nella battaglia della Porta Persica (330 a.C.).

Dopo aver ottenuto il controllo dell'Ellade, il giovane Alessandro lanciò il suo esercito di soli 40.000 uomini contro il potente impero persiano

Alla fine del 334 a.C. Alessandro decise di trascorrere l'inverno a Gordio, l'antica capitale della Frigia (Asia Minore). Lì si trovava un famoso carro reale, che era legato da un nodo molto difficile da sciogliere. Secondo l'oracolo di Gordio, «chi fosse riuscito a scioglierlo avrebbe conquistato l'Asia». Alcune fonti indicano che Alessandro sciolse pazientemente il nodo, mentre altre sostengono che lo tagliò con la spada. Quella stessa notte scoppiò un temporale che, secondo Alessandro, simboleggiava l'approvazione di Zeus per i suoi piani di conquista.

Ingresso di Alessandro a Babilonia. Johann Georg Platzer (1704-1761), pittore austriaco

Ingresso di Alessandro a Babilonia. Johann Georg Platzer (1704-1761), pittore austriaco

Foto: Cordon Press

Dopo le sue vittorie contro i persiani Alessandro fu accolto da eroe in Egitto. Durante il suo soggiorno nella terra del Nilo avviò la costruzione di diversi templi e dimostrò la sua venerazione per le divinità locali. A Menfi, tra il fervore del popolo che lo vedeva come un liberatore, il monarca macedone fu nominato faraone d'Egitto. Durante il suo soggiorno nell'oasi di Siwa, sede del famoso oracolo del dio Amon, Alessandro consultò la divinità per confermare la sua origine divina e ribadire di essere figlio di Zeus, identificato in quella remota regione con il dio egizio Amon.

Nel 331 a.C., mentre lo sconfitto Dario III era in fuga - fu poi assassinato da Besso, un nobile persiano -, Alessandro completò la conquista della Persia. Entrò trionfalmente a Babilonia, Persepoli e Susa, dove sposò la figlia di Dario III, la principessa Statira.

Spedizione di Alessandro Magno in India

Padrone dell'Asia centrale e dell'attuale Afghanistan, Alessandro partì alla conquista dell'India e, pur avendo conquistato la parte occidentale del subcontinente, dovette rinunciare a proseguire verso est a causa degli ammutinamenti delle sue truppe, stremate da un così lungo susseguirsi di conquiste e battaglie. Dopo la campagna in Battriana, nel 327 a.C., sposò Rossane, figlia di Ossiarte, un nobile battriano che si era sollevato contro di lui.

La madre di Dario scambia Efestione per Alessandro Magno, che le risponde: "Anche lui è Alessandro". Francesco da Mura (1696-1782)

La madre di Dario scambia Efestione per Alessandro Magno, che le risponde: "Anche lui è Alessandro". Francesco da Mura (1696-1782)

Foto: Cordon Press

Alessandro dovette rinunciare alla conquista dell'India a causa degli ammutinamenti delle sue truppe, stremate dal lungo susseguirsi di conquiste e battaglie

Dopo la campagna indiana Alessandro era ormai ben consapevole del grado di raffinatezza raggiunto dall'impero persiano. Affascinatone, il conquistatore arrivò ad adottare i costumi e l'abbigliamento dei persiani, cosa che scontentò molto i suoi ufficiali macedoni, che giunsero persino a ribellarsi, cosa a cui Alessandro pose fine giustiziando i capibanda.

L'incontro di Alessandro Magno con i brahmani. XVIII secolo, British Library, Londra

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La tragica fine di Alessandro Magno

In questo contesto di sfiducia, l'uomo più vicino ad Alessandro, Efestione (con il quale sembra avesse una relazione amorosa), si ammalò durante alcuni giochi organizzati a corte. Una settimana dopo morì e, secondo le cronache, Alessandro impazzì di dolore, si fece rasare la testa e annullò tutti i festeggiamenti. Il conquistatore partì per Babilonia con il cadavere dell'amico, organizzò sontuosi giochi funebri in sua memoria e fece costruire un grande mausoleo in suo onore.

Quando il suo amato Efestione morì, Alessandro impazzì di dolore e fece organizzare sontuosi giochi funebri in suo onore

In una calda giornata di giugno Alessandro Magno morì nel suo palazzo di Babilonia. Ancora oggi si discute sulle cause della sua morte. Alcuni dicono che ebbe la febbre, altri che fu avvelenato. In ogni caso, la sua morte prematura all'età di trentatré anni impedì all'immenso impero che aveva creato di sopravvivere alla sua scomparsa. Le lotte di successione, in cui vennero uccisi le mogli e i figli, disintegrarono la sua eredità, che venne divisa tra i suoi generali, dando origine agli stati ellenistici.

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