L’attacco a Pearl Harbor in immagini

Il 7 dicembre 1941 ebbe luogo l’attacco a sorpresa della marina imperiale giapponese contro il porto militare statunitense di Pearl Harbor, situato sull’isola di Oahu, nell’arcipelago delle Hawaii. Un’azione bellica premeditata che anni dopo sarebbe stata definita un crimine di guerra e che determinò l’ingresso degli Stati Uniti nella Seconda guerra mondiale

«La mattina dopo all’ora di colazione ci stavamo avvicinando a Honolulu quando udimmo un boato provenire dal vulcano Diamond Head. Pensai che, viste le operazioni di guerra giapponesi, l’esercito statunitense stesse usando dell’esplosivo per fare spazio per nuove fortificazioni. Feci capolino sul ponte, e lì, sotto il sole accecante, vidi l’immane contrasto di quell’istante. Nel più azzurro dei cieli vedemmo avvicinarsi degli aerei, ma – questa fu la prima nota stridente – vedemmo anche dei cannoni antiaerei sulla spiaggia in rapido movimento. Si vedevano le armi eruttare fuoco mentre dei marinai vestiti di bianco le riempivano di proiettili». – Tom Yarbrough, corrispondente di guerra dell’Associare Press

Una domenica mattina, il 7 dicembre 1941, il sole sorse sulle Hawaii portando con sé una visita inaspettata: quella delle forze aeree della marina imperiale giapponese. Si trattava di un attacco a sorpresa alla base militare di Pearl Harbor, sede del quartier generale della flotta del Pacifico dell’esercito statunitense.

Quell’attacco sarebbe passato alla storia come un momento decisivo nell’evolversi della Seconda guerra mondiale. Tra aeri da caccia, bombardieri e aerosiluranti, furono 353 gli aeromobili giapponesi che da sei portaerei si gettarono in un’offensiva militare senza dichiarazione di guerra previa. Il loro obiettivo? Distruggere la forza navale statunitense nell’oceano Pacifico.

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L’attacco si concluse con la morte di 2.403 statunitensi. Delle otto corazzate attraccate al porto, solo sei poterono riprendere il servizio. Tre incrociatori, tre cacciatorpediniere, una nave scuola e un cacciamine furono affondati. Gli americani persero 188 aeromobili contro i ventinove dei giapponesi, che subirono anche la perdita di cinque sommergibili tascabili e sessantacinque vite umane.

Tuttavia, l’attacco non fu tanto efficace quanto l’esercito giapponese avrebbe voluto. Fortuna volle che parte del grosso delle forze navali statunitensi non si trovasse nel porto in quel momento. Inoltre i giapponesi commisero l’errore di lasciare intatti diversi punti strategici della base di Pearl Harbor. Si salvarono dal fuoco nipponico la centrale elettrica, il cantiere navale, i depositi di combustibile e siluri, i moli dei sottomarini e gli edifici del quartier generale e della sezione d’intelligence statunitense.

L’attacco fu un duro colpo per gli Stati Uniti, che fino ad allora si erano mostrati riluttanti a intervenire nella Seconda guerra mondiale. Il giorno seguente gli americani dichiararono guerra al Giappone, entrando così nel conflitto. Solo tre giorni dopo, l’11 dicembre, la Germania di Hitler e l’Italia di Mussolini avrebbero reagito con una nuova dichiarazione di guerra agli Stati Uniti in risposta alle azioni intraprese dagli americani contro l’impero del Giappone. 

Quello fu il giorno del risveglio di un gigante addormentato che sarebbe risultato decisivo nello sviluppo della guerra più estesa della storia dell’umanità. Probabilmente senza l’entrata degli Stati Uniti nel conflitto il mondo che oggi conosciamo sarebbe stato molto diverso.

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Pearl Harbor

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Pearl Harbor

Pearl Harbor prima dell’attacco, il 30 ottobre 1941.

Foto: Pubblico dominio

Il preludio all’attacco

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Il preludio all’attacco

Questa immagine, ripresa da un fotografo giapponese su un’aeronave, mostra il raggruppamento delle imbarcazioni statunitensi davanti al sorprendente attacco aereo di Pearl Harbor. Qualche minuto dopo, la base sarebbe divenuta un bersaglio in fiamme.

Foto: AP

La prima esplosione

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La prima esplosione

Nella fotografia si può vedere quella che si ritiene sia stata la prima bomba a cadere sulla base di Pearl Harbor. La fotografia fu trovata fatta a pezzi nella base di Yokusuka.

Foto: AP

A bordo del Shokaku

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A bordo del Shokaku

Questa fotografia, estratta da una pellicola giapponese entrata in possesso delle forze statunitensi, fu scattata a brodo della portaerei giapponese Shokaku. Un bombardiere Nakajima “Kate” B-5N si prepara a decollare dal ponte per la seconda ondata dell’attacco a Pearl Harbor.

Foto: AP

Smarrimento alla base

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Smarrimento alla base

Imbarcazioni americane in fiamme durante l’attacco alla base di Pearl Harbor il 7 dicembre 1941.

Foto: AP

USS Shaw

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USS Shaw

Il cacciatorpediniere USS Shaw della marina statunitense esplode dopo essere stato centrato da alcune bombe.

Foto: AP

Tre corazzate colpite

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Tre corazzate colpite

Da sinistra a destra la USS West Virginia, gravemente danneggiata; la USS Tennessee, colpita; e la USS Arizona, affondata.

Foto: AP

Uomo in mare

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Uomo in mare

Una piccola imbarcazione accorre a salvare dall’acqua un membro dell’equipaggio della USS West Virginia. In alto al centro dell’immagine si vedono altri due uomini sulla struttura di sostegno della corazzata.

Foto: AP

Carcasse di ferro

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Carcasse di ferro

Colonne di fumo nero s’innalzano dagli scafi incendiati di varie corazzate della marina militare degli Stati Uniti dopo il bombardamento.

Foto: AP

Dalla base aeronavale di Ford Island

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Dalla base aeronavale di Ford Island

In questa immagine, scattata dalla marina degli Stati Uniti, diversi marinai si rifugiano tra gli aeroplani della base aeronavale di Ford Island mentre contemplano l’esplosione della USS Shaw (sullo sfondo).

Foto: AP

Velivolo abbattuto

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Velivolo abbattuto

Un bombardiere giapponese in fiamme precipita verso il mare dopo essere stato colpito dal fuoco antiaereo navale americano.

Foto: AP

Affondate nel porto

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Affondate nel porto

Il fumo denso e scuro è il risultato dell’incendio del combustibile delle navi bombardate durante l’attacco a Pearl Harbor.  Al centro della foto, tra i vapori, si vede la corazzata statunitense Maryland. Alla sua destra lo scafo della USS Oklahoma sta già affondando.

Foto: AP

USS West Virginia

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USS West Virginia

Soldati americani cercano di soffocare il fuoco sulla corazzata USS West Virginia, incendiata durante l’attacco a sorpresa.

Foto: AP

Al fuoco

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Al fuoco

In questa foto del 7 dicembre 1941 scattata dalla marina statunitense un bombardiere di pattuglia PBY brucia nella base aeronavale di Kaneohe, Ohau, durante l’attacco giapponese a Pearl Harbor.

Foto: AP

Nuove posizioni

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Nuove posizioni

Un incrociatore leggero che non è stato danneggiato dall’attacco giapponese passa davanti alla USS Arizona incendiata, diretto verso il mare aperto.

Foto: AP

Verso il fondo del mare

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Verso il fondo del mare

La USS Arizona dopo essere stata bombardata e distrutta durante l’attacco a sorpresa a Pearl Harbor dell’aviazione giapponese, il 7 dicembre 1941. L’imbarcazione a destra è un rimorchiatore di salvataggio. La bandiera sventola ancora mentre la nave, con il ponte già inondato, s’inclina e s’inabissa verso il fondo dell’oceano.

Foto: AP

Arrivo in porto

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Arrivo in porto

Un marinaio americano osserva il corpo carbonizzato di un aviatore giapponese recuperato dal fondo del porto di Pearl Harbor, dove si era schiantato con il suo aereo in fiamme durante l’attacco a sorpresa del 7 dicembre 1941 nelle Hawaii.

Foto: AP

Difendere le posizioni

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Difendere le posizioni

Operatori di un nido di mitragliatrici dell’isola di Oahu.

Foto: AP

Cacciatori aerei

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Cacciatori aerei

Un gruppo di artiglieri antiaerei dell’esercito degli Stati Uniti.

Foto: AP

Fuoco antiaereo

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Fuoco antiaereo

Un aereo giapponese in lotta contro il fuoco antiaereo statunitense avanza verso le linea delle corazzate di Pearl Harbor dopo che altri bombardieri hanno centrato la USS Arizona, da cui proviene il fumo nell’immagine.

Cimitero aereo

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Cimitero aereo

L’immagine mostra una veduta aerea dell’hangar di Pearl Harbor due giorni dopo l’attacco aereo giapponese che distrusse quasi tutti gli aerei di pattuglia della base.

Foto: AP

L’aereo che non entrò in combattimento

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L’aereo che non entrò in combattimento

Questa è una delle prime fotografie dell’incursione giapponese su Pearl Harbor. Si vede un aereo P-40 statunitense che è stato mitragliato dall’alto.

Foto: AP

Donne e bambini

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Donne e bambini

In questa immagine si vede la moglie di uno degli ufficiali della stazione di Pearl Harbor durante l’attacco a sorpresa alla base americana, alle 8.15 del 7 dicembre 1941. La fotografia fu fatta mentre la vicina Mary Naiden – autrice dello scatto – esclamava: «Ci sono cerchi rossi sugli aerei. Sono giapponesi!».

Foto: AP

Le Hawaii in rovina

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Le Hawaii in rovina

Quel che resta di una farmacia di Waikiki dopo l’attacco di Pearl Harbor, il 7 dicembre 1941.

Foto: AP

Non c’è tempo da perdere

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Non c’è tempo da perdere

Residenti delle Hawaii setacciano le macerie in cerca di sopravvissuti al bombardamento.

Foto: AP

Obiettivi civili

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Obiettivi civili

Questa immagine mostra l’evacuazione della scuola secondaria di Lunalilo, a Honolulu, dopo che il tetto dell’edificio principale è crollato per il bombardamento di Pearl Harbor.

Foto: AP

I Jap attaccano gli Stati Uniti

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I Jap attaccano gli Stati Uniti

In questa fotografia del 7 dicembre 1941 scattata a Times Square, New York, la gente compra i giornali che riportano l’attacco giapponese alle basi statunitensi dell’oceano Pacifico.

Foto: AP

Gli Stati Uniti entrano nella Seconda guerra mondiale

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Gli Stati Uniti entrano nella Seconda guerra mondiale

Dichiarando il Giappone colpevole di un attacco non provocato, il presidente Franklin D. Roosevelt chiese al Congresso degli Stati Uniti di dichiarare guerra al Paese nipponico l’8 dicembre 1941.

Foto: AP

Dichiarazione formale di guerra

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Dichiarazione formale di guerra

L’8 dicembre 1941 alla Casa Bianca il presidente degli Stati Uniti Franklin D. Roosevelt  firma la dichiarazione di guerra al Giappone.

Foto: AP

Cancellare le prove

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Cancellare le prove

I membri dell’amministrazione del consolato giapponese a New Orleans bruciano documenti, libri di contabilità e altri registri poco dopo l’attacco del Giappone su Pearl Harbor. La polizia riuscì a raggiungerli troppo tardi, quando già il fuoco aveva consumato quasi tutti i documenti.

Foto: AP

Prime pagine

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Prime pagine

“Il gabinetto giapponese si riunisce in sessione di emergenza”: è uno dei titoli del notiziario che appare in striscia continua sul palazzo del New York Times, a New York, il 7 dicembre 1941.

Foto: AP

Una situazione rischiosa

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Una situazione rischiosa

L’8 dicembre 1941 diversi giovani statunitensi di ascendenza giapponese (tra cui vari soldati dell’esercito americano) si affollano intorno all’automobile di un reporter nel quartiere giapponese di San Francisco.

Foto: AP

Mettere le cose in chiaro

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Mettere le cose in chiaro

In questa fotografia, scatta il 15 dicembre 1941, figura Ruth Lee, manager di un ristorante cinese di Miami. Anche se era nata negli Stati Uniti, Ruth non desiderava essere scambiata per giapponese, perciò quando prendeva il sole nei giorni liberi si portava dietro una bandiera della repubblica cinese.

Foto: AP

L’America non dimentica

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L’America non dimentica

Il 27 dicembre 1941, durante una manifestazione a New York, i membri del Hearns National Defense Volunteer Corps creano un manifesto collettivo su cui si legge “Remember Pearl Harbor”.

Foto: AP

Sospetti

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Sospetti

Uomini giapponesi non identificati sono presi in custodia da agenti dell’FBI (Federal Bureau of Investigation) per un ordine emesso dal presidente Roosevelt.

Foto: AP

Monumento ai caduti

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Monumento ai caduti

La fotografia mostra una parete di marmo su cui sono incisi i nomi di tutte le vittime della USS Arizona a Oahu durante l’attacco a sorpresa a Pearl Harbor. L’installazione fu costruita sulla corazzata stessa nel 1962.

Foto: AP

L’attacco a Pearl Harbor in immagini

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