Atlante storico 2

L a caduta dell’Impero romano ha fatto dell’Occidente europeo un’eccezione storica: mentre intorno a esso nascevano grandi imperi – quello bizantino nell’antico Oriente romano, il califfato musulmano dal VII secolo, l’Impero moghul dal XIII secolo –, in questa appendice del continente euroasiatico fallirono uno dopo l’altro i progetti per ricostituire l’antica unità imperiale immaginata da Giustiniano, da Carlo Magno e infine dagli Ottoni. Andò così costituendosi un mosaico di Stati che si affrontarono per secoli, senza che uno di essi potesse arrivare a un’egemonia duratura. Assediata dall’esterno, vittima delle sanguinose lotte di potere ingaggiate dalla casta dei guerrieri feudali, l’Europa visse un’«età buia» dalla quale, a partire dall’anno Mille, nacque una nuova società, una Cristianità in espansione, rappresentata dalle maestose cattedrali gotiche simbolo della prosperità urbana. Gli europei cominciarono a guardare oltre, spingendosi in Terra Santa o, come fece Marco Polo, fino all’Oriente estremo. La terribile peste nera e le devastazioni prodotte dalla guerra dei Cent’Anni non impedirono che a cavallo tra il XV e il XVI secolo si verificassero eventi che trasformarono radicalmente il volto dell’Europa: la formazione degli Stati assoluti su base nazionale, che nei tre secoli successivi modellarono l’assetto del continente; le scoperte geografiche oltremare, che crearono una prima economia mondiale – al costo della sottomissione e dello sfruttamento dei popoli indigeni – e la comparsa delle Chiese protestanti, con la definitiva rottura dell’unità della Chiesa di Roma. L’Occidente si avviò così sulla strada della modernità che avrebbe portato alle grandi rivoluzioni democratiche della fine del XVIII secolo, che dilagarono dal Vecchio fino al Nuovo Continente contrassegnando la storia del XIX secolo.

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