Editoriale 71

Hildegarda di Bingen non è oggi nota come meriterebbe, eppure fu una delle personalità più straordinarie del Medioevo religioso, ancora più importante se si riflette sulla condizione femminile dell’epoca. Non c’è campo dello scibile che la religiosa benedettina tedesca non abbia esplorato, compresa la politica: trattò da pari a pari con nobili e governanti del suo tempo e strinse un contraddittorio rapporto con Federico Barbarossa: dapprima amichevole, poi ostile in seguito alla decisione dell’Imperatore di nominare un antipapa. Ancora in vita fu considerata una delle maggiori studiose di teologia, tanto che i papi presentavano i suoi scritti nel corso di sinodi ecclesiastici. Ildegarda è stata anche la fondatrice della terapia dietologica moderna, cioè basata sul potere dell’alimentazione di prevenire e guarire le malattie, ma non più attraverso i presunti influssi magico-mistici di cibi e piante, bensì sulla base delle loro reali proprietà. Nei suoi scritti ci ha lasciato circa duemila rimedi alimentari per tutti i tipi di malattie, e con un approccio che oggi definiremmo olistico: Hildegarda cercava infatti non di curare la singola malattia o il sintomo, ma l’intero organismo, corpo e anima. È nota anche per le sue visioni e profezie, laddove queste non vanno intese come previsioni del futuro, ma come un linguaggio per raggiungere la verità divina e rivelarla agli uomini (e alle donne).

GIORGIO RIVIECCIO
Direttore

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